Si può fare

Una delle frasi che da ragazza smorzavano i miei ferventi entusiasmi di giovane ribelle idealista, era quella che recitava: “si nasce incendiari, si muore pompieri”.

Dietro a queste poche, ma categoriche parole, si cela quel conformismo un po’ bigotto che più o meno colpisce tutti, quando ci si lascia alle spalle gli anni della giovinezza.

Una quindicina di anni fa, vivevo per il mio gruppo di amici, un’accozzaglia di scapestrati con passioni tali da smuovere le montagne, sogni di esistenze ai confini del mondo, pronti a saltare sul primo Macondo Express.  
Molti dei sognatori di ieri, vivono oggi intrappolati nei sogni del passato non del tutto dimenticati; e la realtà attuale, non proprio appagante, è lontana anni luce dalle ambizioni di un tempo.

Vivere di utopie ha un senso a vent’anni, ma quasi mai dopo i trenta, mentre continuare a sognare, realizzando a fasi alterne le proprie chimere, rende la vita più intensa.

Finire per credere che “diventare un pompiere” è inesorabile dopo una certa età, è un rischio da non correre perché instrada, goccia dopo goccia, a quella voragine di cinismo e asprezza.

Con la famiglia che si allarga, una nuova promozione sul lavoro, la casa appena comprata, permettersi di immaginare una vita più magica, diventa sempre più complicato e le scuse per non farlo rimandandolo all’infinito – sostenute da un’opinione pubblica che non promuove gli ‘indisciplinati’ (perché ricorda i loro stessi fallimenti) – diventano più ammissibili.

Anni di ordinario logorio su quella scrivania che non dà nulla ma neanche toglie nulla, frequentando poco gli stessi amici che sì, sono quasi irriconoscibili dai ragazzi con cui scorrazzavamo per le strade della provincia, ma sono sempre lì (anche se a pensarci bene non ci si ricorda più l’ultima volta che abbiamo riso insieme) e il calmo aggiustarsi di una vita tranquilla e mediocre, sfregia anche gli animi più tumultuosi.

E convince che in fondo, invecchiare è questo.

La passione non è solo appannaggio amoroso, la passione per la vita deve essere la vera sfida per qualsiasi animo coraggioso, e non per forza prerogativa delle nuove generazioni.

Se la vita è un caos calmo, tentare di cambiarla spaventa, a volte terrorizza, e sfortunatamente molti vengono sopraffatti dal senso di incapacità…meglio qualche ora di televisione e spegnere quell’odioso tarlo che ogni tanto si ostina a tornare fuori.

Mi hanno dato un cuore che pulsa, voglio farlo battere più forte che posso.
Mi hanno creato con un respiro affamato, voglio prendere l’aria a pieni polmoni.
Mi hanno donato uno spirito selvaggio, voglio nutrirlo di scoperte eccitanti.

Non voglio alzarmi una mattina e pentirmi di non aver fatto abbastanza.

E non crederò mai che finirò di vivere i miei giorni, con un estintore in mano.

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