Due sere fa, davanti al computer con Doug, curiosavamo tra i suoi amici sull’imperante e onnipresent Facebook.

Non ricordandosi di essere amico con un ragazzo che frequentava la sua stessa Scuola Superiore, Doug decide di guardare il suo profilo e vedere cosa combina adesso.

Nell’aspettare l’apertura della pagina, questa la conversazione:

D.: “Lui era un “computer guy” quando andavamo a scuola.

E.:”Uhm. “

D.: “Sì, era un piccolo genio della matematica.”

E.: “Davvero…”

La pagina si apre.

D.: “Ah…E’ andato alla  CalTech.

E.: “Uhm.”

D.: “Vive a Palo Alto. E lavora per Google.”

E.: “Eh…va”.

D.: “Te l’avrei firmato anche vent’anni fa che finiva per fare questo lavoro”.

***Pausa di riflessione da parte mia ***

E.: “Beh, perché vive in America, ha frequentato una scuola superiore decente ed è andato in un’eccellente università. Se sei un piccolo genio in Italia finisci a fare lo stagista per l’Esselunga.”

Doug  ride, ma ho paura che in cuor suo, anche se non l’ammetterebbe mai, sa che è così.

Qualche giorno dopo, fatti fortuiti ed occasionali confermano la mia tesi.

Douglas, in giro per vigne a Riomaggiore, incontra un noto coltivatore, che nel menzionare la moglie, con grande orgoglio la descrive come ‘grande latinista’.

Doug, incuriosito chiede: “Ah. bello. Dove insegna?”

Lui: “Fa la bidella”.

In Italia, i latinisti fanno i bidelli e i coglioni fanno i politici.

Italia 0 – Usa 1

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