Una mamma per amica

L’anno scorso, il primo anno d’asilo di Julia, in una struttura privata gestita dalle suore (dal momento che avendo il privilegio di non lavorare, avevo una posizione bassissima nelle graduatorie comunali), non ho stretto molte amicizie con altre mamme.

Molte, è un eufemismo. Quel che dovrei scrivere è: nessuna.

La location con crocifissi e Madonne, lumini perpetui ai muri, soffitti altissimi e suore che giravano per  corridoio ovattati, non ispiravano, nella mia anima peccatrice, benefici impulsi di sorellanza.  

Nemmeno le altre protagoniste hanno reso possibile un’immediata empatia. Mamme ingioiellate alla guida di enormi Suv parcheggiati in doppia fila, sempre tempestive nel donare pacchi di biscotti ai bimbi affamati della classe e attente nel vestire i loro mocciosetti con lucidissimi Moncler.

La lite tra due mamme, durante la festa di fine anno, a proposito del regalo da comprare alle maestre, la dice tutta sull’atmosfera che si respirava; mentre io, incredula e in disparte, azzannavo una pizza con salsiccia conquistata sgomitando, sudavo copiosamente ai trenta gradi di giugno e non perdevo una battuta del combattimento fra chiocce.

Alcune amiche, che non lesinano quando c’è da rimproverare, mi avevano fatto notare che ero io ad essere chiusa, involuta.

Dopo quella critica, avevo cominciato a covare una repulsione ancora maggiore, nei confronti di tutte quelle mamme che familiarizzavano all’uscita dell’asilo, che bisbigliavano complici, che partecipavano a tutti i compleanni, che erano sempre aggiornate sulle attività di classe.

In poche parole, le odiavo!

E mostravo un freddo distacco, fingendo un’infinità di divertentissimi appuntamenti mondani, che contemplavano spadellare pappone collose per Sofia, andare a trovare un nonno moribondo, visitare l’analista per saltar fuori da una depressione post parto, o post contratto precario o post ma-chi-me-l’ha-fatto-fare-di-avere-due-figlie-in-tre-anni.

Il mondo sembrava un posto poco ospitale, per una Cali-mamma come me.

Col cambio di scenario e di asilo, non fantasticavo di possibili amicizie, circoli del tè e gossip in cortile…ma con mio grande stupore, qualcosa nell’aria era cambiato.

E’ bastata una battuta inattesa, una frase al momento giusto, la curiosità di una faccia nuova, che già frequentavo un’associazione di mamme autogestite, composta da donne che cercano semplicemente un pretesto per uscire dalle noiose mura domestiche.  

Solo il tempo potrà dire se diventeremo amiche per la pelle, o ci frequenteremo solamente, se faremo grandi cose o ci limiteremo a passare un pomeriggio insieme, quel che importa è che quelle lunghe giornate silenziose, oggi sembrano un ricordo lontano.

Vivere in un posto che ti fa bene, aiuta a vedere oltre le proprie rigidità, a ritrovare l’umiltà di iniziare nuove relazioni col coraggio di aprirsi al mondo, proprio come un bambino il primo giorno d’asilo.

3 thoughts on “Una mamma per amica

  1. Elena

    Ciao Erika,
    mi ritrovo per filo e per segno in questo tuo racconto, trovo fantastico il mondo con cui racconti queste chicche di vita quotidiana. Mi hai fatto ridere a crepapelle. Mentre leggevo mi dicevo tra me e me: “ma stiamo parlando della mia vita?” …le mamme super collaborative sempre pronte a rendersi disponibili per qualsiasi cosa (comprare i regalini per i compleanni, portare compiti a destra e a manca, organizzare la cena di fine anno etc etc) NON LE SOPPORTO! Ed io che faccio fatica ad organizzarmi con “soli” due bambini che tra l’altro,dopo un pò di esperienze fallite,non hanno attività extra scolastiche. Io non riesco ad essere come loro, un pò me ne vergogno ma è così!
    BRAVA! soprattutto per la tua sincerità!

    1. Ciao Elena,
      grazie! Mi fa molto piacere, sapere che, da qualche parte nella rete e quindi nella realtà, c’è qualcuno che condivide certe sensazioni.
      …Perché come tu ben sai, alle volte, se non sei come “loro”, ti senti una marziana.
      Invece, sono loro a venire da un paesi diversi!
      un abbraccio
      e.

  2. Elena

    è vero Erica, ci si sente diverse…ma caspita possibile che in questa società se non fai mille cose non sei nessuno?
    io purtroppo non ho la tempra e mi stresso facilmente, fortunate loro che reggono quei ritmi. un saluto e forza alle casalinghe!!!
    ciao!

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