Storia del cane, del leone e della scimmietta

In questa ovattata, bianca e indolente giornata di febbraio, leggo la storia riportata da Gino e Michele, su E-il mensile, regalatomi in abbonamento a Natale.

La storia è semplice, ma di fine sagacia…

Un giorno, durante una battuta di caccia grossa in Africa un cucciolo di cane, portato lì per addestramento, si perde nella savana rincorrendo una farfalla.

Solo e indifeso, a un tratto scorge un leone che lo sta puntando. Il cagnolino è terrorizzato. Si guarda intorno e vede poco lontano la carcassa di un grosso animale. La raggiunge e comincia a leccare un osso. Quando il leone sta per attaccarlo il cucciolo dice a voce alta: “Uhmmm!, che buon leone mi sono mangiato. Me ne papperei subito un altro!”.
Il leone si blocca e a quelle parole pensa: “Che razza di animale sarà? E se poi faccio la stessa fine di quello lì?” Meglio sparire!”.

Una scimmietta, che stava appollaiata su un ramo e aveva assistito a tutta la scena scende dall’albero e fa al leone: “Ma va là, stupido, è tutta una finta: quella carcassa era già lì da un pezzo. Quello è semplicemente un cane e ti ha fregato”. Il leone: “Ah sì? Allora saltami in groppa che andiamo a trovare quel cane nano e poi vediamo chi mangia chi!”. E si mette a correre verso il cucciolo con la scimmia sulle spalle.

Il cagnolino ha visto e sentito tutto.

Ci pensa un attimo; poi, invece di scappare, si siede dando le spalle al leone ed esclama a voce alta: “Quella maledetta scimmia! Mezz’ora fa le ho ordinato di portarmi un altro bel leone grasso e ancora non si fa vedere”.

Leone divora scimmietta. Cane salvo”

Per andare lontano, bisogna far uso del proprio cervello.

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