Zucchero sugar Fornaciari

Questo post nasce dalla curiosità di Doug di conoscere un personaggio conosciuto sulle pagine di un magazine a cui siamo affezionati, Sport week, e che i più sicuramente non assocerebbero alla parola sport.

Doug è stato instradato dalla sottoscritta alla musica leggera italiana cominciando da successi degli anni ’50 di Celentano e Mina, passando dagli Equipe 84 e Battisti, Ricchi e Poveri e Caterina Caselli, deviando per strade più cantautorali come Guccini e De Andrè, finendo con Vasco e Battiato.

La musica italiana non ha cambiato il mondo come quella inglese o statunitense ma vanta diversi talenti non proprio ordinari, e qualunque sia il proprio gusto in fatto di musica, il repertorio di sessant’anni di musica richiede tempo e dedizione.

Per farla breve, Zucchero non l’aveva mai sentito quindi l’altro giorno ho varcato la soglia di uno dei pochissimi negozi di musica rimasti in piedi e ho comprato uno scontato Best of di Adelmo Fornaciari e che alla fine ho ascoltato più io che il diretto interessato.

My goodness, I liked it!

Zucchero era per me principalmente quelle due o tre canzoni che mio padre cantava ai concerti col suo gruppo nei vari circoli della città e quindi legato a ricordi adolescenziali a volte non troppo entusiasmanti. Avete presente: quattordici anni, ultimo dell’anno, circolo snob di campagna, quarantenni alticci che ballano “Con le mani” o “Diavolo in me”? …

Poi però ascoltando i pezzi migliori del suo repertorio, ho ritrovato momenti di me non più legati a quella ragazza insicura su un divano nascosto ma alla teenager che cresceva, canzoni che neanche ricordavo ma che mi piacevano allora e, sorprendentemente, anche adesso.

La musica ha una forza miracolosa, fa diventare luminoso un giorno grigio, fa immalinconire una mattinata di sole, fa tornare alla mente ricordi svaniti nel tempo, fa ballare anche le più rigide signore sessantenni americane…mia suocera oggi si è scatenata nel mio soggiorno sulle note di ‘Baila’ davanti a mio suocero che era tra lo sgomento e l’attonito. Io e le ragazze abbiamo apprezzato tantissimo la performance, tutto quello che arriva di inaspettato dalle persone è il più bello dei regali.

Insomma, viva Zucchero, viva la musica italiana, viva il cotechino e il Lambrusco!

PS: …e poi bisogna riconoscere una certa genialità a chi finisce così “Il Mare (impetuoso al tramonto salì sulla luna e dietro una tendina di stelle…)”

0 thoughts on “Zucchero sugar Fornaciari

  1. ciao erica sono fan di zucchero da piccolo e trovo giuste le tue parole, ci hai azzeccato in pieno senza fronzoli! se ti va contattami su fb! ciao bacione zuccherino!

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