“La tua libertà finisce dove inizia la mia”, deve aver pensato l’uomo sui sessanta che stamattina mi ha urlato in malo modo dalla sua bicicletta pedalando sulla pista ciclabile da Levanto a Bonassola. Voleva che tenessi mia figlia – che scorrazzava con il monopattino, appena indisciplinata – dalla parte dei pedoni, invece che sulla striscia destinata alle due ruote.

E’ facile partire da un punto di vista ineccepibile e scivolare nell’errore se la propria modalità di escuzione è fallace.

Ma non voglio parlare di questo.

Subito dopo esser stata aggradita verbalmente dall’arrabbiato signore in bicicletta, l’ho vista. Sebbene non fosse la prima volta.

Mi ero già accorta di lei gli ultimi giorni di autunno, in una giornata più  o meno come questa.

Era nella stessa spiaggia delle altre volte. Di fianco, il marito seduto su una di quelle sedie in alluminio pieghevoli.

Lui la guardava, e aspettava l’inizio di quel rituale che conosceva così bene.

Si è alzata e sollevato il costume intero, nero, che in un attimo le ha avviluppato il corpo inspiegabilmente abbronzato e raggrinzito.

Sistemato il costume, ha preso la cuffia di plastica da piscina. I suoi capelli bianchi, lucidi e sottili, si sono lasciati tirare e nascondere dentro la gomma impermeabile.

Poi, a passi decisi si è diretta verso il mare.

Il cielo era grigio, le nuvole cariche di pioggia e all’orizzonte un fronte scuro e minaccioso si avvicinava velocemente.

Lui, si è alzato dalla sedia, come sempre quando lei decide di immergersi in acqua. E’ un eccellente nuotatrice eppure non riesce a placare quell’istinto di protezione.

L’acqua è gelata, lo so perché non più tardi di ieri, ho cercato io stessa con un tentativo patetico, ad immergermi nelle acque della baia, con scarso successo.

Lei invece, trascinando con sè i suoi ottant’anni, non ha tentennato. Non un passo falso.

E’ sparita nelle acque grigie, fredde del Mediterraneo in primavera, e con l’agilità di una bambina ha nuotato per qualche metro senza alzare la testa.

Quando si è voltata, alzando lo sguardo al cielo, sorrideva.

Artisti di ogni era hanno provato a rappresentare al meglio il loro concetto di libertà; difficile tuttavia eguagliare l’immagine di questa donna che serena galleggiava tra i flutti. 

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