Felicità senza prezzo

Questo pomeriggio mi sentivo irrequieta.

La grande era ancora all’asilo, la piccola dormiva, e mio marito traduceva in inglese l’interminabile libro di uno scrittore passato a miglior vita.

Non sapevo che fare. Quando propendo per una pennica dopo pranzo non riesco a riposare bene, saranno gli uccellini che cantano senza sosta, i raggi del sole che entrano in camera o gli alberi da frutto smossi dall’aria leggera, ma quando dormo di pomeriggio sento il peso del senso di colpa che latente, fatica ad andarsene.

Oggi il sole era alto, ben oltre le montagne circostanti.

Allora ho indossato il costume rosso con i lustrini, che ancora non avevo lavato da sabato mattina, ho arraffato il primo telo mare rimasto sulla sedia, ho detto goodbye allo stoico lavoratore e sono scesa in spiaggia.

Perché diavolo non dovrei godermi un pomeriggio di maggio sulla sabbia se mi sono trasferita al mare?

In spiaggia non c’era quasi nessuno. Qualcuno del posto, già molto abbronzato, alcuni impiegati in pausa pranzo che mangiavano insalate da una vaschetta di plastica, e il solito cagnolino che abbaia giocoso a tutti i bagnanti ogni sacrosanto giorno dell’anno. 

Il mare era leggermente increspato, una fresca brezza, residuo di una primavera non ancora finita, soffiava dai monti.

Mi sono adagiata sull’asciugamano, ho tirato fuori il libro e ho goduto ogni singolo istante di quel silenzio di pace.

Ripensandoci a lungo, credo di non essermi mai trovata da sola a crogiolarmi al sole, c’era sempre qualcuno con me a dividere la tintarella. 

Quando ti sposi e cominci a metter su famiglia, la gente che ancora fa tardi la sera o spera un giorno di trovare l’elisir di eterna giovinezza, dice che la tua vita è finita.

Per lo meno un certo tipo di vita che si condivideva insieme.

Quando si decide di “diventare grandi” spesso si sente dire che ora arrivano le responsabilità (come se avere tra le braccia un fagotto di qualche chilo non ti faccia già arrivare a questa conclusione! ) e di prepararsi ad una vita fatta di rinunce e doveri.

Pare che “diventare grandi” non sia un affare divertente. E che non ci sarà mai più spazio per vivere nuove avventure.

Pare.

Ma oggi pomeriggio, sola e senza neanche un pensiero per la testa, mi sentivo fottutamente felice.

One thought on “Felicità senza prezzo

  1. brava!!!
    bisogna farlo ogni tanto, una pausa per noi, ci fa bene…e senza sensi di colpa!! 🙂

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