Il maschio italiano e la crisi di mezza età

Il giorno del suo quarantesimo compleanno, mio padre rimase per buona parte del pomeriggio a letto in stato depressivo parlando di come ormai la sua vita fosse in cima ad un monte, e di come da quel punto in poi sarebbe iniziata l’inevitabile discesa.

L’indifferente ascoltatrice era la sottoscritta, figlia sedicenne, che tutto voleva quel giorno tranne dover consolare un padre in piena crisi di mezza età.

Vent’anni dopo, la crisi di mezza età rimane ancora lo spauracchio di buona parte degli uomini italiani anche se per i più non diventa oggetto di discussione al bar; quel che è certo è che se nonostante siano in pochi a rifugiarsi sotto le coperte cercando conforto nelle parole delle proprie figlie – molti dei quarantenni di oggi non hanno nemmeno figli piccoli –quasi tutti attraversano l’invisibile linea di confine con grande disagio.

Seduta qualche giorno fa al bar Casinò di Levanto, vedo passare un uomo sui quarantacinque anni, in braghette corte e senza maglietta. Il motivo per cui fosse senza maglietta, facile da cogliere.

Far bella mostra della super tartaruga che albergava sulla sua pancia e sfoggiare un petto depilato e abbronzato, unico dettaglio a tradire i suoi anni: una calvizie piuttosto accentuata. Passeggiava con le spalle larghe di chi passa i pomeriggi da ottobre a maggio a curare pettorali, bicipiti e tricipiti, cercava di straforo una qualche reazione al suo passaggio, ostentava uno fredda padronanza di sè, eppure ai miei occhi sembrava perso.

A., un amico rivisto da poco, dopo averlo invitato a cena con la sua ragazza, contentissimo della proposta dell’ultimo minuto, mi rassicura dicendo: “Non cucinare tanto, io non mangio molto, devo controllarmi perché sono obeso”. Quando lo rivedo, non solo mi accorgo che non è obeso, ma sfoggia un fisico niente male, asciutto e sportivo.

T., un amico di vecchia data, passa ogni minuto libero a fare sport, sia questo giocare in una squadra di calcio amatoriale (con compagni che hanno ormai la metà dei suoi anni), corsa al parco o partite di tennis; è stato oggetto di molte battute all’interno del suo gruppo di amici in cui veniva spesso deriso per essere ingrassato di un paio di chili.

M., non sopporta i suoi peli nel petto e quindi si depila; peccato che – come ogni donna che ha preso in mano un rasoio sa fin troppo bene – la ricrescita spunti impietosa anche sul suo torace.

Levanto è uno dei posti migliori in Italia per fare surf – non a caso hanno organizzato l’anno scorso il Campionato Mondiale di tavola lunga, longboard– e prima di trasferirmi qui, sognavo di lustrarmi gli occhi davanti a surfisti alla Bodi (Patrick Swayze in Point Break); invece mi sono scontrata con una realtà diversa dalle aspettative. L’età media dei surfisti che arrivano ai primi cenni di mareggiata è over quaranta, con fisici non proprio indimenticabili e capello lungo per nascondere la stempiata. Unico denominatore comune: una gran voglia di essere cool.

Cosa sta succedendo agli uomini della mia generazione?

Da una parte, la fin troppo ovvia paura di invecchiare e la certezza di non riuscire più a trattenere i giorni della meglio gioventù, subissati dalla persistente immagine televisiva di “ragazzi” di quarant’anni che lottano ostinatamente per nascondere i propri anni.

Ma forse c’è dell’altro.    

Penso che – seppur ancora lontano dalle aspettative che si hanno per le donne – sia in atto una campagna da parte della collettività, fomentata dai media e grandi aziende farmaceutiche, per alzare gli standard estetici degli uomini e che più o meno velatamente li stia sottoponendo a una grande pressione.

Ma se gli uomini si avviano verso questo triste viale del tramonto infilando nella loro valigia creme anti rughe, vogatori e pinzette…chi farà l’uomo in questa società?   

 

 

  

  

 

 

2 thoughts on “Il maschio italiano e la crisi di mezza età

  1. All’alba dei miei 40 anni… pelo sul petto e sulla pancia (altro che tartaruga!), con orgoglio e tanta voglia di fare…

    1. “ti vogliamo così!” – urlata a modi curva sud !!

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