In spiaggia c’è un bimbo nudo.

Non è di quei bei bimbi paciosi di qualche mese che gironzolano grassocci e si rotolano in mezzo alla sabbia.

Questo va già alle elementari. E sua mamma è lì con lui, gioca insieme a lui, lo vigila mostrandolo con orgoglio alla spiaggia gremita mentre si arrampica sulla roccia esibendo, inconsapevole ed ingenuo, i suoi gioielli.

Ebbene sì, io sono pudica. Sono contraria a quello che chiamano negli States PDA (public display of affection).

Non amo le adolescenti con la carraia in bella vista a cavalcioni del fidanzatino sulle panchine del parco e non mi va di vedere mezzo metro di lingua uscire dalla bocca di qualcun altro.

Qualcuno potrebbe rimproverarmi un rigurgito bigotto se consideriamo il mio passato non proprio da monaca…

Ma se le vostre figlie, dopo essersi intrattenute tra di loro per un’ora incuranti del mondo, improvvisamente si bloccassero all’unisono per guardare il nuovo arrivato giocare, e fossero attratte solamente da quella parte del suo corpo che continuano a guardare con insistenza…beh, forse diventereste bacchettoni anche voi.

Al di là di questo episodio, noto sempre più spesso che i figli maschi sono educati e trattati in modo diverso rispetto alle figlie femmine.

Vengono giustificati dai genitori – sopratuttto dalla madre – con scuse tipo: “Sì, è molto vivace” oppure: “Sì, non si ferma mai”, quando in realtà quello che veramente sono, è indisciplinati al limite della maleducazione.

Sembra che ai figli maschi tutto sia concesso perché maschi e in quanto tali esseri incapaci di ubbidienza, concentrazione, calma. L’ aggressività e la fisicità sono ritenute caratteristiche insite nella natura del maschio (e sicuramente in parte è vero) e non atteggiamenti che si possono guidare, placare, insegnare.

La madre di due fratelli maschi, alla domanda su come vanno i rapporti tra i due, risponderà, “Ah, non fanno altro che picchiarsi”.

Già. Come se fosse scritto all’atto del concepimento che la femmina giocherà alle Barbie e parlerà con una serie infinita di “gne gne” e il maschio spaccherà qualsiasi cosa si trovi davanti a lui, tormenterà ogni animale domestico che passi sul suo cammino e parlerà peggio che uno scaricatore di porto.

Se invito qualche amico di Julia a casa, sono sicura che qualche fiore verrà strappato, (sì, quei fiori che hai aspettato tutto l’inverno che nascessero, piantandoli dal seme) o qualche gioco imbarcato, causando al massimo un estemporaneo broncio nelle mamme e un inutile, flebile rimbrotto.

Pare che i maschi non possano o debbano avere limiti.

Si tratta solo di natura, o il frutto di un’educazione troppo lassista da parte dei genitori?

I maschi poi sembrano autorizzati ad estrarre l’arnese in ogni occasione. Devo fare la pipì? E chissenefrega se il bagno è a qualche metro, la faccio nel prato, meglio se visto da tutti.

Annoiati ad una festa? Abbassiamo le mutande e animiamo l’ambiente.

E’ indubbio che la fase di scoperta sessuale sia un momento imprescindibile nello sviluppo di un bambino, ed è evidente che l’organo maschile è più esposto di quello femminile, ma mi chiedo se non ci sia dell’altro.

Se ad esempio le madri, intrappolate nell’incapacità di opporsi al figlio, non finiscano per concedergli il bello e il cattivo tempo, evitando poi di instillare nel bambino la giusta formazione e rispetto.

Quei bambini con pisello in mano, sudati e urlanti, francamente insopportabili, in men che non si dica diventeranno adolescenti, e poi ancora uomini in contatto con donne.

Abituati a dire e fare ciò che vogliono, rischieranno di diventare dei bulletti prepotenti senza un’idea precisa di quel che è lecito o accettabile.

E a quel punto, di chi sarà la colpaa?

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