Tale cane, tale padrone

Da un mese viviamo in compagnia del cane dei miei genitori, un simpatico Labrador che gira per casa stalkandomi ogni volta che cambio postazione. Rocco, che a dispetto del nome promettente è castrato da anni, è un cane dolcissimo, è entrato nella sua terza età (ha 9 anni), è goloso di tutto ciò emani un odore e sia masticabile ma non necessariamente commestibile, pigro e tremendamente sovrappeso. Come il suo padrone, mio padre, che da quando ho memoria avrà cominciato una cinquantina di diete il lunedì, per finirle il martedì. Adesso che ha problemi di salute e dovrebbe seriamente perdere peso, non sembra particolarmente preoccupato della cosa, e ogni volta che i medici gli suggeriscono di fare del movimento, tira in ballo una strana parabola sulla guerra di Troia, dove la morale, difficile da carpire, è: meglio godersi al massimo meno anni di vita che una vita di restrizioni.

G. era il cane più pulito, profumato, igienizzato, stirato che avreste mai potuto conoscere. La padrona gli faceva il bagnetto ogni mese, puliva le zampine dopo ogni passeggiata e gli lavava i denti tutte le settimane. G. era l’unico cane a prova di bacio; forse nemmeno i corgi della Regina Elisabetta sono così immacolati. La padrona, è un’igienista convinta, per indole e per credo, la lotta a germi e batteri è senza frontiere e barattoli di sapone all’Amuchina campeggiano nei bagni di casa sua. Anche i suoi figli sono i più lindi che mai incontrerete. La terra può tremare, i marziani possono discendere sulla terra come ne “La guerra dei mondi” ma suoi figli devono fare il bagnetto ogni sera prima di andare a letto.

R. è un cane nobile, se non di pedigree sicuramente nell’animo: è il principe di casa. Poco ci manca che abbia la biancheria con le sue iniziali o passaggi al parco con babbucce alla Flavio Briatore. R., quando si sente un po’ solo, appoggia la testa sulle gambe del padrone, e si crogiola in infinite coccole e grattini, che possono durare interer mezz’ore. Lui, chiude gli occhi in estasi e riceve il suo quotidiano Tranquillity Ritual Treatment. R. non può essere lasciato solo, se i padroni vogliono andare via per qualche ora, R. deve avere il suo quantitativo di attività fisica al giorno, R. mangia solo crocchette di prima qualità. Temo che R. – o tato – non la prenderà molto bene quando in famiglia, fra poco, arriverà una nuova tata a due zampe.

Mia suocera è una donna tutta d’un pezzo. Di quelle che se gli chiedi cosa pensi ci sia dopo la morte,  -perché hai voglia di sentire qualcuno più saggio e vecchio di te rassicurarti sui tuoi demoni – ti dice: “Niente, finisce tutto”. Mia suocera è una donna di dovere, con una volontà di ferro. Per questo, anche nei duri e rigidi inverni del Michigan, porta fuori tutti i giorni, tre volte al giorno, la sua cagnolina J. che, allevata con metodi e rigore svizzeri, è il cane più proper che ci sia in circolazione, sicuramente di tutto il  Midwest: non espleta nessuna funzione primaria nel giardino di casa, non salta su divani o letto, non ringhia agli altri cani quando li incontra per strada e, ne sono certa, non accetterebbe mai – a costo della vita – un pezzo di polpetta allungatole sotto tavolo. 

Più mi guardo in giro e più vedo che i cani sono lo specchio dei loro padroni, o forse il contrario, ma poco importa.

Ai cani cerchiamo di inculcare le nostre convinzioni e stili di vita, cosa per altro ancora più facile che coi nostri figli: i cani non vivranno mai un’adolescenza ribelle!

Ieri sera ho passato due ore a tavola con amici, ad ascoltare – non senza una buona dose di immaginazione – uno shih tzu (pungolato dalla padrona) pronunciare la parola: “mamma”.

Estremamente divertente per le mie figlie, ed anche per noi (i primi dieci minuti), resta da chiedersi cosa ne pensasse il diretto interessato, ma questo, a noi bestie senza pelo, non è riuscito a dirlo. 

2 thoughts on “Tale cane, tale padrone

  1. meravigliosa come sempre! E’ un piacere leggerti…
    Elisa

    1. muà. grazie.
      mi aggiorni su come stai? ti ho pensato in questi giorni…

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