Dimmi come guidi e ti dirò chi sei

Nello specchietto retrovisore sono lontanissimi, poi in uno sbattere di ciglia, te li ritrovi dietro il culo che ti lampeggiano. Sembra che vogliano spazzarti via come un birillo in una pista da bowling.

Quando in estate l’autostrada è intasata di vacanzieri del fine settimana che optano per la partenza meno intelligente,e le auto sotto il sole di luglio, sull’asfalto incandescente, fanno mezzo metro e poi si fermano, loro sono quelli che filano via nella corsia di emergenza.

Sono quelli che sui viali alberati della città a percorrenza veloce, nel traffico delle cinque e mezza, sfrecciano a zigzag con un ritmo incalzante di accelerate e frentate, tanto per guadagnare un paio di metri che forse, gli faranno risparmiare il tempo di un semaforo.

Sono quelli che in montagna, tra i tornanti e le curve a gomito, sorpassano alla cieca perché ” tanto quella strada la conoscono a memoria”.

Sono quelli che in partenza per le ferie, non fanno guidare la moglie – neanche per una decina di simbolici chilometri, perché  “non è capace”. Piuttosto si sparano dodici ore di guida filata.

Sono quelli che se non riesci a superare il trattore che sferraglia davanti cominciano a venirti sempre più sotto, in una meccanica danza di supremazia, smanacciando e imprecando – probabilmente inveendo contro tutte le donne del mondo – e quando finalmente sorpassano te e il trattore, ti guardano con disprezzo con la bocca che continua a sputare.

Sono quelli che se ne sbattono del codice della strada, del politicamente corretto, del limite di velocità e delle strisce pedonali perché sono sempre troppo busy, anche se nessuno sa bene dove debbano andare.

Prendono in mano il cambio e si sentono padroni dell’universo, universo che inizia dentro un abitacolo su quattro ruote, e finisce sulla soglia di casa.

Guidare una macchina veloce, che sfreccia verso l’orizzonte schivando gli altri guidatori sonnolenti, è una dimostrazione di potenza, quasi carnale.

Sono loro: gli italiani alla guida, che il più delle volte sono solo degli imbecilli dietro un volante.

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