La vita è come un trasloco

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Fare trasloco è altamente istruttivo.

O certamente lo è, per quelle persone che hanno una discreta conoscenza di se stesse e sono inclini ad osservare gli altri.

Per tutti gli altri, traslocare è una seccatura come un’altra.

Ci sono persone che pur di non traslocare preferiscono vivere nella casa dei propri nonni, zii, genitori o nella stessa casa che gli va stretta, quella coi muri scassati, col pavimento di marmiglia, con la vasca da bagno con la seduta, col vicino rompicoglioni e le formiche che tornano alla carica ogni primavera. Perché sono fatte così, non amano le sfide, i grandi cambiamenti, gli sbalzi di umore.

Cambiare casa fa risaltare quelle caratteristiche che hai sempre conosciuto (= detestato) di tuo marito, e le sottolinea quasi fossero scritte in STAMPATELLO con l’evidenziatore giallo, tipo lasciare trentadue scatole di viti in giro, tre martelli sul divano, le due scatole degli attrezzi in ingresso e la capacità di restare zen anche quando si vive da profughi.

Traslocare è come vivere. Arrivi a un punto dove cambiare casa ha la stessa valenza di cambiare amicizie, entrambe ti sono diventate strette; vuoi perché le esigenze sono cambiate o vuoi perché non si può restare sempre al VIA.

Ci sono quelli che quando ristrutturano casa seguono il posizionamento di un bullone con la stessa attenzione dei rivestimenti del bagno o della marca della cucina; sono quelli che nella vita possono spiegarti la ricetta di un sugo per pasta anche per venti minuti filati e che non compreranno mai la cucina da Ikea.

Mentre ce ne sono certi che non prestano affatto attenzione ai dettagli e sono capaci di lasciare le prese elettriche senza cornici o la lampadina appesa al filo per un buon paio di anni.

Ci sono quelli che dopo mesi dal trasloco hanno ancora gli scatoloni imballati stazionati in cantina; sono quelli che di solito organizzano le vacanze all’ultimo minuto, che arrivano in ritardo e che quando c’è da prepararsi per andare fuori ci mettono almeno mezz’ora per uscire di casa (se sono già vestiti e con scarpe addosso).

C’è chi preferisce il minimal e benedice se stesso nel trasportare gli scatoloni di piano in piano; e chi come me che bestemmia ad ogni piano per tutta la roba che è stato incapace di buttare via.

Quelli che nella vita hanno poco da dire, lasciano la nuova casa esattamente com’è, senza cambiare una virgola di quello che hanno trovato.

Le persone lungimiranti sanno già dove posizioneranno ogni singola presa mentre quelle che non lo sono, una volta entrate, sbufferanno al cielo constatando che “dovevo mettercene una anche qui“.

C’è chi – come quando sceglie il vestito migliore in mezzo a un armadio di cianfrusaglie – ha gusto da vendere e arreda la casa che vorresti ma che mai avrai e chi si sforza di essere come loro e finisce per assomigliare a tutti gli stili, tranne che al suo.

Si sbrocca, si litiga, si piange, ci si disorienta, si manda a puttane il mondo, si ride per isteria e si stramazza sul letto come dopo una nottata a vodka e Red Bull. 

Questo è traslocare, a ognuno il suo stile.

4 thoughts on “La vita è come un trasloco

  1. Sai? Mi hai stupito. Pensare al trasloco, che è anche una gran fatica, con i tuoi “occhiali” mi piace, non ci avevo pensato prima e penso che tu abbia ragione, è proprio come la vita!
    Ciao, passo spesso da te 🙂

    1. Grazie! A volte i miei “occhiali” mi fanno vedere cose che vorrei proprio non notare…però nel caso del trasloco mi sono rimaste le sensazioni più “leggere”….se così si può dire, visto che sono le 7 di sera e sto stuccando le piastrelle della cucina e probabilmente le miei figlie mangeranno tonno in scatola!!

      a presto
      e.

  2. E se ti dico che solo ieri ho rimesso nel sottotetto gli scatoloni con gli addobbi di Natale? Io sono una di quelle che stramazza di piano in piano maledicendo il fatto di non buttare via niente….:-) Ma cambierò, oh se cambierò!

    1. ah ah!! natale eh? pensa che ho il mio albero finto fuori sotto la pioggia perché – causa ritardo di 2 mesi – non mi hanno ancora consegnato quelle casette in legno e tutta la mia cantina è fuori nel prato!
      l’importante è non pensare…..
      un abbraccio
      e.

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