L’Italia del nero: dolci evasioni

evasioni by simonetta rossi.pg

Trovare una casa in affitto – come residenza principale – in una località turistica, è un’impresa quasi eroica.

O meglio, trovare un appartamento datato con mobilia in finto Rococò, pavimenti in marmiglia e bagno con piastrelle acquamarina, è piuttosto semplice perché le destinazioni rivierasche sono piene di seconde case sfitte. Meno facile è ottenere un regolare contratto d’affitto quattro più quattro.

I proprietari, sapendo di poter sempre contare su richieste pressoché continue in alta stagione, e canoni settimanali alle stelle nei mesi di luglio ed agosto, preferiscono non blindare la casa per tutto l’anno, e quando lo fanno, non voglio vedersi impegnati per anni con contratti d’affitto di cui potrebbero pentirsi. In sostanza, spesso le case vengono affittate in nero, o con contratti fasulli, con la clausola perentoria per i locatari di non spostarci la residenza poiché spesso, il proprietario stesso – per ovvi motivi fiscali – ci tiene la sua.

M. , dopo una serie di visite specialistiche inconcludenti tramite la sanità pubblica, decide di portare la figlia ad un consulto presso lo studio privato di un medico specialista. La qualità della visita non ricorda in nulla quelle effettuate in precedenza e nel giro di poco tempo, arriva la diagnosi chiarificatrice. Ma lo Stato italiano non lo saprà mai, perché i cento euro della prestazione, non vengono registrati dal medico su nessuna ricevuta.

Non fa neppure il gesto di prendere il blocchetto. Gli altri medici privati, per lo meno, passavano la palla al paziente mettendolo davanti al civil dilemma: “ Cento con la ricevuta o cinquanta senza?”

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