Il prezzo della carriera

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Per soggiornare al Westin Excelsior Hotel di Firenze ci vogliono come minino cinquecento euro per notte, è d’altronde l’albergo in cui dormono le star quando si fermano nel capoluogo toscano, ma i nostri clienti – pur non essendo famosi – non hanno avuto troppi problemi a sborsare quella cifra.

E nemmeno a pagare duecentocinquanta euro per la gita privata in barca, o i trecento euro per l’appartamento di lusso a Levanto.

Non avevano problemi perché entrambi, trentasettenni americani in vacanza con il figlio di cinque anni, lavorano nel mondo della finanza che conta, nella East Coast americana.

Prelevati alle nove in punto dal loro appartamento, per iniziare la gita personalizzata che avevano prenotato con noi, abbiamo capito immediatamente che non sarebbe stato facile gestire le dinamiche famigliari del gruppo.

La moglie aveva organizzato da sola ogni dettaglio del viaggio in Italia ed era quella che mostrava – seppur con controllato interesse – entusiasmo per il programma del giorno.

Il bambino faceva il bambino, mentre il padre era totalmente assorbito dal suo Smartphone, col quale controllava minuto per minuto il mercato dell’oro che gli dava non pochi problemi.

Era stato sveglio per buona parte della notte precedente (il mercato dell’oro è aperto 24 ore su 24) perché il valore aveva fatto un discreto tonfo e come broker finanziario gestiva direttamente i clienti della sua banca d’investimento in America. Che tradotto in parole povere siginifica che se qualcosa va storto, devi risponderne al cliente in persona.

Fra poche ore, il direttore della Federal Reserve Bank, si sarebbe espresso e avrebbe influenzato, in un senso o nell’altro, le borse americane, dunque vedere le Cinque Terre dal mare, farsi trasportare da una tipica barca di legno in stile ligure sulle acque cristalline del Parco Marino protetto, condividere l’emozione di essere con la propria famiglia in uno dei posti più belli del mondo, aveva un valore di molto inferiore a quello dell’oro.

Per le due ore e mezzo della durata della gita in barca, il suo sguardo è stato fisso sul telefono o assente rivolto verso l’orizzonte; l’unica impennata di interesse solo nel parlare della finale NBA e LeBron James.

A pranzo hanno sbocconcellato qualche pezzo di focaccia e farinata, e verso le tre hanno deciso di interrompere il tour.

Non saprei dire se abbiano gradito i luoghi visti, se li abbiano fatti entrare, anche solo un pochino, dentro il cassetto dei ricordi immortali che resistono alle intermperie del tempo, o se ne hanno dimenticato, già qualche ora dopo, la bellezza che gli scorreva davanti.

Non saprei dire se il figlio si sia divertito o se sentisse anche lui, indistinto e pungente, il disagio e distacco di suo padre.

Una volta tornato a casa, il bimbo riprenderà la vita di sempre.

Andrà all’asilo fino alle sei di sera e il prossimo anno comincerà a frequentare una scuola elementare privata. Dicono che sia la migliore della zona – è gestita da quaccheri, ma la religione non centra nulla nella scelta. Dicono che gli darà maggiori possibilità di successo nella vita professionale futura.

Così, fra vent’anni potrà anche lui diventare uno dei broker strapagati della Grande Mela, cavalcare l’onda del successo di una carriera fulminante e prenotare un viaggio in Italia di cui non godrà assolutamente nulla.

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