I tuoi in vacanza da te

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Avere i genitori in vacanza a casa propria, è una situazione che impone, in primis, un grande autocontrollo. .

Di seguito, gli estratti di varie conversazioni che accadono a casa mia e, come sospetto, in decine di migliaia di altre case italiane.

“Mamma, Sofia il gelato lo mangia dopo lo yogurt”.

“Ah, va bene”.

3 minuti dopo

“Mamma ti avevo detto che prima doveva mangiare lo yogurt”.

“Ah, davvero?”.

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“Dove sono i piatti?”

“Nel solito posto che ti ho fatto vedere almeno altre duecento volte”.

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“Cosa facciamo oggi da mangiare?”

“Non lo so, mamma”

Cinque minuti dopo

“Facciamo il pesce oggi?”

“Se vuoi”

Tre minuti dopo

“Ci facciamo una bella pentolata di cozze alla marinara?”

“Decidi tu, per me è uguale”

Dieci minuti dopo

“Bisogna che decidiamo cosa fare per pranzo”

“Compra ‘ste cazzo di cozze”

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“Io oggi non vengo in spiaggia, devo lavorare. Andate voi da soli”

“E le bambine?”

“Mah, di solito i nonni, quelli che non li vedono spesso, prendono su per qualche ora i nipoti in modo da aiutare i genitori. Ma se te lo devo ripetere ogni volta (quello che ho pensato ma che non ho detto)”

“Sì, certo le bambine vengono con voi”.

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Mio padre: “Devo prendere la medicina, come faccio in spiaggia?”

Mia madre: “Compra una bottiglietta d’acqua al bar”

Il giorno dopo

Mio padre: “Devo prendere la medicina, come faccio in spiaggia?”

Mia madre: “Compra una bottiglietta d’acqua al bar”

Il giorno dopo

Mio padre: “Devo prendere la medicina, come faccio in spiaggia?”

Mia madre: “Compra una bottiglietta d’acqua al bar”

E così fino alla fine della vacanza

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Piove

“Fai uscire il cane che è sporchissimo, papà”

“….Rocco?!…” “…Rocco?!…”

Il cane è dentro casa e sporcaccia tutto il pavimento.

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Mia figlia: “Mamma, vieni a vedere, la statua con il leone è per terra. E’ rotta”.

Mia mamma: ” E chi è stato? Scommetto il vento”.

Io: “Beh, va bene l’aria di mare, ma non siamo a Trieste”,

Mio marito: “Forse il cane”

Vado sul luogo del delitto

“Ci sono due zampate sulla terra. Secondo me è stato lui”.

Mia mamma: “Mah. E come ha fatto?”

Io: “Beh, un Labrador di 50 chili che è convinto di essere un neonato, credo non abbia difficoltà a buttare per terra una statua di gesso”.

Mia mamma: “Era attaccata alla base?”

Io: “No”.

Mia mamma: “La prossima volta bisogna metterci il mastice”.

Io: “Grazie, mamma. Me ne ricorderò”.

Per volergli bene, gli si vuole bene, è indubbio; ma alle volte, quelle che sono vacanze per loro si trasformano in lavori forzati per noi.

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