Cultura, Italian style. Il concerto è gratis. 10 euro, grazie.

villa agnelli

A Levanto organizzano ogni estate una serie di concerti di musica classica che portano il nome di un noto violoncellista nato qui.

Le location dei concerti sono splendide, ma la più spettacolare è sicuramente quella nel giardino monumentale di Villa Agnelli, la residenza della famiglia di Torino che svetta a picco sul mare ricoperta dall’edera, che ne esalta il fascino e il mistero.

I cartelloni che pubblicizzano il festival sono sparsi nei punti stretegici del paese e citano a chiare lettere che l’ingresso è libero, con tanto di traduzione in inglese “free admittance”, a scanso di equivoci.

Appena sotto la dicitura sulla gratuità dei concerti, compare una frase in cui viene specificato che l’evento ai giardini di Villa Agnelli deve essere prenotato presso lo I.A.T. ; evidentemente richiesta è più alta che negli altri luoghi e lo spazio a disposizione limitato.

Chiamo e scopro che ci sono ancora posti disponibili ma… al prezzo di dieci euro a persona.

“Ma c’è scritto che i concerti sono gratis?” “No, non questo”.

Decido di chiamare il numero per le informazioni relative al festival.

“Buongiorno. Ho chiamato lo I.A.T. e mi hanno detto che si paga 10 euro a persona. Volevo sapere come mai, visto che è scritto che l’ingresso è gratuito.”

Di seguito, la serie di motivazioni – mai cortesi e palesemene scocciate – della signora al telefono che dovrebbe occuparsi di: a) cultura b) incoming turistico c) un servizio al pubblico.

“Scusi non ha visto che c’è scritto prenotazione obbligatoria?”

Prenotazione obbligatorio non dovrebbe voler dire prenotazione obbligatoria al costo di dieci euro a persona. 

“Ogni anno c’è sempre qualcuno che chiama e sottolinea questa cosa”

Forse qualcosa che non funziona, c’è. 

“E’ sempre stato così, bisogna adeguarsi”.

Ovvero: piegare la testa, zitto e mosca.

“Lei non è di qui, vero?”

Dunque: sei foresto, paga e taci?

“Sul volantino non ci stava la scritta ’10 euro'”

Beh, in effetti sei caratteri da aggiungere sono difficili da inserire nel layout della locandina.

“Sa, noi dobbiamo spostare e pulire quattrocento sedie”

Se tutte le imprese di pulizie guadagnassero 4.000 euro a serata, avrebbero più società offshore di Mediaset

Il problema non è il layout, non è l’educazione, non è nemmeno la sottile discriminazione campanilistica, è quel senso della correttezza che manca in Italia.

E ancor di più, aspettarsi che il popolo bue, tacendo impotente, vi si adegui.

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