Smartphones: utile innovazione o impoverimento sociale?

tecnodipendenze

Oggi ho guardato tutte le pubblicità presenti online di smartphones e – esattamente come il prodotto che vogliono vendere – sono invitanti, seducenti e straordinariamente tentatrici. Finito di guardarle, ti vien voglia di uscire di casa a comprartene uno anche tu – se non ce l’hai – o di fare la fila per essere il primo ad accaparrarsi l’ultimo modello.

Per fortuna, non ho più il pensiero di dover trovare un fidanzato perchè temo che con il mio Nokia 2720 nero con sportellino apribile, non avrei molte possibilità di fare colpo; al primo appuntamento, l’ignaro accompagnatore scoprirebbe il sacrilego catafalco e reclamando una visita al bagno, mi mollerebbe da sola al bar.

Quando uno in possesso di smartphone è in presenza di persone che non ce l’hanno, si comporta come quando da bambini si sfoggiava con orgoglio una nuova Barbie o una macchina rosso fiammante della polizia, esaltandone le qualità al pubblico stregato.

Chi ha uno smartphone sostiene spesso con convinzione che l’averlo, gli ha reso la vita più facile; il che, grazie a molte App disponibili sul mercato, è indubbio.

C’è chi in vacanza in Giappone, può consultare gli orari dei treni in tempo reale, chi trova la cartina di una città o l’itinerario più breve in pochi secondi, chi usa il traduttore simultaneo quando si trova all’estero, e chi non riesce più a fare a meno del calendario mestruale.

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One thought on “Smartphones: utile innovazione o impoverimento sociale?

  1. Concordo pienamente. Secondo me siamo in quest’epoca siamo davvero drogati di tecnologia, vedasi crisi di astinenza da wi-fi e quant’altro. Mio figlio piccolo (15 anni) che pure non si fa mancare le uscite con gli amici (per fortuna!) fissa con loro via internet quando ritrovarsi, anziché uscire di casa, fare 50 passi e andare a chiamarli a casa…

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