Aspettative mancate

aspettative

Sono quei giorni di operosa attività mentale dove un incontro importante viene pianificato al dettaglio, rappresentando battuta per battuta, fotogramma per fotogramma quel film che non verrà mai programmato, scalzato dalla bellezza brutale della realtà.

E’ quel viaggio pieno di avventure, dramma, avvincenti scoperte, quello che calca le orme di quel libro cult letto da ragazzi, – rivelatosi poi una banale vacanza uguale a molte altre.

E’ la rivalsa delle parole mai dette, stralci di conversazioni trionfali in cui gli interlocutori si piegano alla nostra superiorità intellettuale, che riabilitano ai nostri occhi, il momento in cui non siamo riusciti a proferire una sillaba.

Chiunque ha provato l’agrodolce esperienza di un’aspettativa brillante ingrigita dal tonfo crudo nel mondo reale.

Chi non si è mai fatto un film sul primo bacio, su un diverbio rimasto in sospeso, su una vacanza con gli amici, sul giorno del matrimonio o su un esame importante?

E in quanti hanno vissuto veramente quello che avevano meticolosamente immaginato? Quasi nessuno.

Dopo cinque anni agli arresti domiciliari, con secondini inflessibili dentro le mura di casa, lunedì è cominciato l’asilo per entrambe.

Per loro voleva dire il grembiule nuovo a quadretti rossi e bianchi, il sacchettino del cambio, i vestiti scelti da una settimana e riposti sulla poltrona, gioco e intrattenimento costanti.

Per noi invece aveva un unico, dolcissimo significato: libertà!

Per quattro ore, fino all’inizio della mensa – dove lo sballo durerà fino a metà pomeriggio – saremo padroni del nostro destino: nessuna crisi di nervi da gestire, niente urletti capaci di stordire un sordo, solo calma, silenzio e anarchia.

“Andiamo in spiaggia tutte le mattine visto che è tornato il caldo!”.

“Facciamo colazione in quel baretto sulla spiaggia e poi passeggiata sul lungomare!”.

“Andiamo nelle Cinque Terre a esplorare quei sentieri che è da tanto che vogliamo vedere!”.

“Stiamo tutta la mattina a letto a guardare fim!”

Le aspettative erano altissime…

Nonostante qualche ruga in più e una stanchezza cronica difficile da smaltire, ci sentivamo pronti per rivestire i panni della coppia senza pensieri di qualche anno fa.

Ma le passeggiate nei sentieri del Parco si sono trasformate in sfacchinata sull’asfalto nella periferia del paese, la mattinata in spiaggia in sosta al Patronato per compilare il modello ISEE, e la colazione al bar con vista sul mare in sala d’attesa del medico con vista carabinieri.

La prossima volta, invece di una commedia romantica, dovrei sognare un horror, magari mi va meglio.

 

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