Post Partum: prima notte in ospedale

Quando si partorisce, si vivono le ore successive al parto come in un limbo senza spazio né tempo. Emozione e commozione si accavallano, si assapora dolcemente il sollievo di una scampata minaccia e quei nove mesi di tacite preoccupazioni si dissolvono nel momento in cui tutto finisce, per poi ricominciare.

Sono attimi di tenerezza e intimità che richiedono un raccoglimento speciale. E quando subentra la spossatezza fisica, avanza l’urgenza di riposo e tranquillità.

A meno che non veniate sbattute in una camerata con altre tre mamme…

Una volta tornata in sedia a rotelle nel mio letto, ho messo a fuoco le altre puerpere. Una diciottenne, una ventiduenne cinese, entrambe al primo figlio, e una di trentasette al secondo avvenuto con parto cesareo.

Quando mio marito è tornato a casa per la notte, ho confermato i timori che mi avevano insospettito durante le brevi ore di travaglio quando ancora mi trovavo in camera con loro.

Il “caso sociale” – la diciottenne che non riusciva a ottenere la dimissione pur avendo partorito già da giorni – parlava nonstop al telefono con la madre. Il padre biologico non voleva riconoscere il figlioletto, mentre l’amico che l’aveva accolta in casa qualche settimana prima di partorire, era disposto ad accollarsene il nome e le responsabilità. Un quadretto famigliare poco edificante, aggravato dal disagio culturale e ignoranza che le tre parti in questione mostravano nel coinvolgere a ogni costo, noi tutte, nel loro dramma orchestrato in versione casereccia del GF14. La neomamma, camminava su e giù per lo stanzone con la vestaglia rosa, parlando ad alta voce e alternando bestemmie da camallo genovese. Io ho davvero temuto che ci fossero telecamere nascoste negli anfratti del controsoffitto. Anche dopo l’orario di viste ha continuato a blaterare al telefono con la madre, nonostante le esplicite richieste delle ostetriche di non tenere il telefono vicino al neonato. “Ieri sera ha fatto così fino alle tre e mezza di notte”, mi ha sussurrato stravolta la signora del cesareo nel letto di fianco al mio.

Finite le conversazioni intime con la madre, ho pensato – sì l’ho veramente creduto, ingenuamente – che la pace sarebbe ricaduta sulla stanza “della rosa e del glicine”.  Ma è stato a quel punto che il trattore cinese ha cominciato la sua sinfonia. A nulla è valso alzarsi da letto e provare a spostarla su un fianco. Su una scala da uno a mille mi chiedo in quante, a poche ore dal parto, debbano alzarsi da letto per spostare un monolito cinese.

Qualche ora dopo è partito “il ciccione” della diciottenne, con impennate di pianto e conseguenti imprecazioni della madre. Tra un “ahi ahi ahi ahi che male” alla Gaber e un “datemi del ghiaccio o un Toradol, vi prego!” la nottata si profilava sempre più devastante.

Il piccolo cinese non voleva essere da meno e via di sirena, incazzoso più che mai, allertava tutti della superpotenza asiatica anche in misura di testosterone. La mamma, visibilmente agitata, ogni volta che il bambino strillava in un crescendo rissoso, lo posava nella culletta e raggiungeva la stanza del nido per aiuto o miracoli, a seconda.

In mezzo a tutto questo casino, mio figlio dormiva.

E quando veramente, credevo che nulla potesse andare peggio di così, l’altra signora ha cominciato a scoreggiare.

Quando si dice: “nel posto giusto, al momento giusto”.

 

 

2 thoughts on “Post Partum: prima notte in ospedale

  1. Teresa

    incredibile, più o meno lo stesso quadro di quando ho partorito io: ultraquarantenne con cesareo, indiana giovane che parlava di continuo, ventunenne depressa sempre a telefono con la mamma…Ma anche il mio dormiva beato, e non si degnava di aprire gli occhi neanche quando i nonni se lo sballottavano. Li apriva solo per me, quando eravamo soli. Auguroni per il tuo maschietto, immagino quanto siano contente le tue bimbe ( …o no?).

    1. ahahah Teresa! che situazione surreale, mah?!
      Le ragazze per ora sono in modalità “mammine”, ma non saprei dire quanto durerà…
      grazie mille, un abbraccio
      erica

Leave a Comment