Un prete alla porta

Che dovesse venire non v’erano dubbi. Aveva il mio numero di cellulare e sapeva dove abitavo.

Perciò, quando ho visto un’ombra nera in fondo alla via sapevo di non avere scampo.  Un conto era far sparire una persona, un altro nasconderne cinque…

Le bambine erano in mutande che scorrazzavano per i poggi, io tenevo il piccolo nel marsupio (avevo debitamente omesso la nuova nascita quando ci eravamo incontrati) e Doug vestiva con Crocs verdi, jeans Lee XL e una maglia grigia con la scritta TEXAS.  Quando il prete l’ha visto, gli ha chiesto: “Fai il contadino?”

Prima ancora di entrare, dopo aver visto la figliolanza – ed essersi leccato i baffi per le giovani anime da indottrinare – la temuta domanda : “Li avete battezzati i bambini?”

Io volevo rispondere “do re ciack gulp” o qualcosa alla Conte Mascetti  ma poi cosa avrei scritto nel post?

Alla fine è emersa la cruda verità: I bambini versavano in uno stato di perdizione, così come il loro degenere padre.

L’unica unta dal signore ero io, forte di tutti i sacramenti ricevuti da bambina.

Il don, a onor del vero,  non si è lasciato scalfire ma ha cominciato una filippica su una santa di La Spezia cresciuta da due genitori non praticanti. Che la facciano santa è questione di poco,  dice lui, giusto il tempo di pescare un paio di miracoli…

A me, mentre il prete parlava pressoché senza soste, pareva di essere a quelle dimostrazioni della Folletto o della Tapperware, quando per debolezza si accetta di far entrare il rappresentante in casa propria e nonostante l’impegno profuso dal solerte venditore,  si sa già con assoluta certezza che non si comprerà per nessun motivo l’aspirapolvere. Manco fosse gratis. 

“Perché Gesù è amore.”

“Dio è amore.”

“La fede è amore.”

E giù con il mistero del Padre,  Figlio e Spirito santo.

Le stesse parole che pronunciava trent’anni fa Don Luigi, nell’ora di catechismo, tra un buffetto e l’altro, strofinando energicamente la sua guancia pregna di colonia scadente contro le nostre. Un ricordo tutt’altro che divino, se vogliamo dirla tutta.

“Insomma Don, e chi lo sa? Le vie del Signore sono infinite”.  E così dicendo, ho terminato platealmente la nostra conversazione.

Poi lui se n’è andato senza nessuna benedizione. Lasciando noi e la nostra casa nel peccato.

 

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