Imbecilli al volante

Storia di M.,  che di seguito racconta un simpatico episodio successole nella sua città.

Come diceva mio nonno, col suo fare rustico e savio: “la madre degli imbecilli è sempre incinta”.

“Rotonda di Barriera Repubblica.

Sono a metà rotonda, praticamente ferma, perché la gente da Via Emilia si immette con arroganza.

Quindi, freno del tutto.

Tre secondi dopo, l’urto. Una Volvo v70.

Metto fuori la testa dal finestrino.

La tipa: “La macchina non si è fatta niente”.

“Facciamo la constatazione amichevole, fermati”.

“No dai, devo andare a lavorare.”

“Fermati, per piacere”.

“Ma no, ti lascio il numero, ti faccio uno squillo io.”

“Preferisci che chiami i vigili?”

Impreca e mi dice in malo modo di fermarmi più avanti.

Parcheggiamo e impreca di nuovo.

”Scusa, mi sei venuta addosso e te ne viene a te?”

“Ma tu hai inchiodato!”

Forte dell’unica nozione che ricordo da scuola guida ‘Chi tampona ha sempre torto‘, le ricordo la distanza di sicurezza.

”Anche tu con quello davanti non avevi la distanza di sicurezza”.

“Sì, ma io non gli sono andata nel c**o”.

Insiste per avere il mio numero di cellulare e che mi chiamerà, ma io voglio fare la constatazione amichevole.

Dice che la mia macchina non ha niente. Le dico che bisogna controllare dentro, magari è piegato il semiasse..

“Ma sei fuori? Ma lo sai cosa è il semiasse?”

“Mio marito è meccanico, e comunque so che quando si piega non si vede da fuori.”  

“Mi hai proprio rotto i coglioni, io adesso vado.”

“Se vai ti denuncio per omissione di soccorso”. Non so se regge, ma la butto li…

“Omissione di soccorso? Ma se non ti sei fatta niente! Ti sono venuta addosso pianissimo, non ti ho quasi neanche toccato.

“Ecco, quasi. Veramente ho sbattuto la testa, nel colpo, ma non mi interessa truffare l’assicurazione, voglio fare le cose per bene. Tutto qua”.

Entra in macchina imprecando, è al telefono.

Decido di chiamare i vigili; lei mi vede al telefono e mi rassicura che sta chiamando suo padre.

La sento al telefono, dice che non mi ha fatto niente, che è colpa mia che ho inchiodato.

A me non interessa, perché sono certa di aver ragione.

Siccome non ha il foglio di cid, andiamo a farlo nella sua assicurazione che è dall’altra parte della strada.

Mi dice di parcheggiare piu’ avanti, che non scappa.

Secondo me invece ci ha pensato a scappare.

Andiamo all’assicurazione, compiliamo e me ne vado, salutando educatamente.

Oggi porterò la macchina dal meccanico, ne conosco uno niente male…

E anche se mi fa male il collo, non farò la sceneggiata di aver preso “il colpo della frusta” speculando con l’assicurazione.

 La signora sono io”.

Signore e signori: prontezza di spirito! Perché domani, ad incontrare il prossimo imbecille al volante…potreste essere voi.

 

 

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