Rituali scaramantici

L’uomo e i rituali vanno indietro tanto quanto la storia stessa del mondo. E seppure questa sia un’epoca affamata di realismo, c’è ancora chi, in un modo o nell’altro, si protegge all’ombra di gesti benauguranti, ricchi di significato.

Quando anni fa mi licenziai da un posto orrendo – talmente agghiacciante che per un periodo la mia faccia si trasformò in una grattugia – decisi di avviare una cerimonia mattutina  volta a farmi apprezzare ancora di più, il frutto della mia decisione (pazienza se quando lo raccontavo in giro mi prendessero per svitata).

Caricai per un mese di fila la sveglia alla stessa ora, alle sette e venticinque, anche se ovviamente non dovevo alzarmi da letto. Appena la radio partiva, sorridendo sorniona, allungavo il braccio, toccavo il pulsante, e mi rigiravo dall’altra parte per proseguire con altre tre ore di sonno. Splen-di-do.

Ieri sera ho sentito la necessità di inscenare un altro rituale simbolico.

Allattando ora solamente un paio di volte al giorno, al mattino e alla sera, di giorno sono tornata libera. Il primo pensiero non è stato a quante ore posso adesso assentarmi prima che il bambino abbia bisogno della mia presenza. E nemmeno che le mie povere poppe, torturate da tre figli, cominceranno a tornare (buahh!) più o meno della loro dimensione originale. No-no.

Quello che ho pensato con un sìì liberatorio è che posso finalmente bruciare quei reggiseni da allattamento osceni, che per sei anni ho tenuto e portato al limite della distruzione. Al terzo figlio, grazie al mio estro di lavandaia, erano ormai di tutte le sfumature del grigio. E molto più che cinquanta.

Pensandoci bene bruciarli sarebbe stato leggermente hardcore anche per un individuo ruspante come me; così, alle nove di sera, sono scesa al piano di sotto e ho afferrato un paio di forbici da cucina. Ho cominciato a lacerare quelle alette che migliaia di volte, seguite da quel tic-tac, ho aperto e chiuso. Chiuso e aperto. Cucù, il reggiseno non c’è più!

Ora, c’è un piccolo neo in tutta questa faccenda propiziatoria.

I miei vecchi reggiseni, non proprio immacolati (vedi doti di lavandaia come sopra) sono ancora troppo piccoli, nonostante le mie figlie ritengano essere bellissimi. Per loro è un dettaglio se ‘qualcosa’ fuoriesce perché “tanto c’è la maglia a coprire”.

Per ovviare a questo problema, c’è solo un rituale. Molto più moderno e pragmatico dei miei. Che richiede la presenza di mio marito.

E Visa.

 

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