Ferragosto, il mare logora chi ci va

Il ruggito dei motori echeggia già in lontananza. Poi, sempre più vicino, su veicoli surriscaldati scende da valle il popolo dei vacanzieri. Stanno una settimana, un week end, il tempo di un tuffo. Si chiama agosto in Italia, un ritratto degno di Monicelli di quello che gli italiani sono disposti a sopportare per una manciata di centimetri di spiaggia, la tintarella perfetta. Arrivati sul lungomare inizia l’assalto all’ultimo parcheggio pagato a peso d’oro, disposti a diatribe furibonde in tedesco, mandarino o dialetto pur di spuntarla su chi ha avvistato per primo il posto libero. Il climax dello sclero si raggiunge intorno alle dieci. Il parcheggio è esaurito, clacson e sgommate nell’aria.

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