Figli a scuola: non è tutto Champagne e bonbon

La casa è vuota, abbracciata da un silenzio inusuale, quasi scomposto. Mi guardo intorno aspettando che qualcuno spunti da un anfratto, sbuchi da un pertugio, che da dentro un armadio si materializzi uno dei miei figli. Tutto è immobile.

Ho riordinato casa. I vestiti di tre taglie diverse sono stati riposti nei cassetti, la lavastoviglie scaricata, il letto rifatto. Giro lo sguardo tra le pareti della stanza, nell’ozio a cui mi sono disabituata è come se mancassero attività da compiere. Lavorare al computer è stato insolitamente semplice. Efficiente. Nessuno che si arrampicava sulle ginocchia per guardare lo schermo, nessuna distrazione causata da litigi o pianti, non mi sono dovuta interrompere una dozzine di volte prima di finire una email.

Le uniche lacrime sono le mie, quiete quanto l’aria che mi avvolge. Alcuni motorini svogliati invadono le mura domestiche con il rombo delle marmitte, i loro schiamazzi stridono con l’ambiente placido. Svolgere quelle mansioni che fino a ieri facevano parte di un ingranaggio pesante e imbrigliato, adesso è talmente facile da apparire noioso.

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One thought on “Figli a scuola: non è tutto Champagne e bonbon

  1. Lara

    Se mi accorgo che non ho il fisico…? Già, perché ormai è evidente. Continui risvegli notturni con nuovi dolori, caviglie che non reggono più… Ricovero ospedaliero, operazione in emergenza… signora, non si è accorta che non stava bene? Perché non è venuta subito? Perché, caro dottore, ora te lo spiego: io non ho mattino, non mi sveglio con una doccia e un vestito pulito. Se scatta una crisi di pianto mentre son sotto la doccia chi se ne occupa? Di certo non mio marito che lavora dalle sette del mattino alle nove di sera. E poi corri a portarli a scuola e subito a casa a cucinare per la sera, non si può arrivare alle sette senza cena pronta e dopo scuola, dopo le otto ore li dentro, vuoi non far fare dello sport? Io non riposo, io svengo stremata. Appena mi riprendo, verso le quattro del mattino, mi alzo per pulire la cucina, preparare una lavatrice, stirare qualcosa. I bimbi sono due, il mio lavoro è questo. Ho sempre dato il massimo e mi sono anche divertita, ma questo è troppo. Non c’è spazio per la leggerezza, per l’arte, per l’evoluzione personale. Cosa insegno loro mi imbruttisco tra la lavatrice e l’aciugatrice? Aiuto… Oggi ho perso il senso.

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