Quarantenni: una generazione incompiuta

Se penso ai miei genitori e ai loro amici quando avevano l’età che ho io adesso, rivedo uomini e donne molto diversi dalla realtà che mi circonda. Persone con vite ordinarie che viaggiavano su tragitti lastricati e sicuri. In qualche modo le loro vite avevano talmente tante sicurezze da risultare alle volte noiose: lavoro fisso,pensione assicurata, il partito da votare, la famiglia tenuta insieme da una salda impronta cattolica, anche se poi in chiesa non ci andava nessuno. Semplici cliché che sanno di serenità e che a tanti della mia generazione (ma anche a quelle dopo) oggi mancano completamente.

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2 thoughts on “Quarantenni: una generazione incompiuta

  1. Riccardo Giannini

    Erica,
    il tuo post è interessante.

    Parto dal titolo, “la generazione incompiuta”. E’ tuo oppure del titolista? Perché i 40enni di oggi sarebbero incompiuti? Perché non rispettano quel modello di convenzione sociale della famiglia, del partito da votare e della messa? Poi non penso che quella sarebbe la serenità. L’unica serenità è quella del portafoglio, se proprio vogliamo dirlo. Che poi non credo che ci fosse tutta questa ricchezza e benessere…

    La generazione più che incompiuta è magari squattrinata: nel senso che noi giovani (io ho 34 anni e vivo ancora con i miei) non riusciamo ad avere uno stipendio tale da poterci dare la totale indipendenza. La vita ha costi troppo eccessivi, guarda luce e gas, poi per carità, Internet è un ‘lusso’ che ci viene a costare comunque tanto. Ma tutto è troppo caro. Quello che è più grave, secondo me, è che oggi il lavoro non viene visto come un dare la propria opera per ricevere denaro, ma una sorta di concessione divina per cui devi spesso trasformarti in schiavo perché “hai il contratto e lo stipendio, devi stare muto”.

    In realtà, poi, ci sono tantissimi trentenni-quarantenni di oggi che hanno messo su famiglia, hanno casa propria o comunque riescono a garantirsi un mutuo, ecc. ecc.: sia non laureati che hanno iniziato a lavorare da subito, ma anche laureati che sono riusciti a far fruttare bene i propri studi.

    Anzi, io ribalto la questione: vedo tantissime coppie della mia età che vanno a convivere e che poi sono sempre a casa dei genitori, a farsi dare da mangiare, a farsi badare i figli, a farsi lavare i panni. Questi son incompiuti? Questi hanno capito tutto della vita! Altroché generazione incompiuta.

    Ad ogni modo secondo me è sbagliato concettualmente il confronto: quelli erano altri tempi, troppo diversi da questi.

    Poi politicamente proprio gli anni del ‘votare sicuro’ hanno messo le basi per quella che è l’attuale società, con i suoi pregi (pochi), vizi e difetti (tanti).

    Infine sullo stare connessi: brutto vedere quelle cene con le persone sempre attaccate sugli smartphone, su quello sono d’accordo che bisognerebbe essere disconnessi. Tuttavia per il resto non vedo il problema: chi riempie i social di foto, per quella che è la mia esperienza, ha la sua bella vita sociale, chi non l’ha, nulla mette. Diciamo la verità: la gente oggi è più insoddisfatta perché ha aspettative troppo grandi, desideri sempre più grandi da colmare. Non perché ha un tablet o uno smartphone 🙂

    1. Ciao Riccardo,
      il titolo è mio ed è incompiuta perchè priva di qualsiasi punto fermo ( economico e sociale) e certezze. Credo che il confronto con altre generazioni sia necessario per valutare la crescita e lo sviluppo di una società e del suo popolo al fine di determinarne il progresso e l’acquisizione di diritti, nonché la qualità della vita. E’ incompiuta perchè un uomo di 34 anni come te, e bada che non ti giudico nel modo più assoluto, 25-30 anni avrebbe avuto la sua casa, la sua famiglia. Questi due concetti non sono l’assoluto a cui aspirare (altrimenti diverrebbero sterile convenzione conformista) ma sono il metro per capire il livello di indipendenza ed evoluzione personale di un individuo. Il fatto che tu, come centinaia di migliaia di altre persone in Italia, non lo possa fare mi provoca rabbia e frustrazione quando penso agli agi e alle comodità sperperate dei politici e delle generazioni precedenti. Poi, per quelli che continunano a sfruttare i poropri genitori nonostante una propria indipendenza…si potrebbe aprire una parentesi enorme ma in questo momento sto facendo colazione con i miei bambini e credo di potre concludere qua. Grazie per il tuo contributo. Buona domenica, Erica

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