E’ più facile parlare di dio che di contraccezione

C’è una nobile campagna appena partita su change.orgsponsorizzata da un gruppo di ginecologhe e ginecologi (ma non solo), che punta a rendere gratuita la contraccezione in Italia.Pillole, anello vaginale, cerotto, preservativi e spirali dovrebbero essere a carico dello Stato e non delle donne, a maggior ragione in un paese come l’Italia dove le pillole anticoncezionali e le spirali sono le più care d’Europa.

La contraccezione è una meravigliosa opportunità di godere del piacere sessuale senza doversi preoccupare delle conseguenze, è il frutto consumato dal quale ci si può saziare con infinita leggerezza; negarsene l’utilizzo può creare sulla donna conseguenze devastanti e dalla lunga durata. Tuttavia, in Italia solo il 16% delle donne usa la pillola (al pari di Iraq e Botswana) rispetto alle francesi (41,5%), alle tedesche (52,6%) o alle portoghesi (58,9%).

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