In viaggio coi figli

La nascita di un figlio è la quintessenza del compromesso, concentrata nel capire cosa conservare della nostra identità prima di averlo e il nostro inarrestabile divenire come individui e genitori. Compromesso è una parola un po’ demodé, si potrebbe usare equilibrio, buonsenso, ma dentro quel termine un po’ ruffiano ci sta la sfumatura di rinuncia e sacrificio con la quale, quando si diventa genitori, si deve venire a patti.

Con figli piccoli non si bazzicano più i locali fino all’alba, l’aperitivo inizia alle sei e al ristorante si prenota per le sette. Viaggiare è un altro capitolo della dicotomia tra quello che siamo stati, magari viaggiatori con zaino in spalla su autobus sgangherati verso ostelli a camerate miste, e una nuova versione meno avventurosa e più borghese.

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