Mattinata a stelle e strisce

Da oggi la popolazione degli Stati Uniti d’America è aumentata di un’unità.

La più piccola della famiglia è diventata cittadina americana.

Il viaggio comincia presto alla volta di Milano, in Consolato, piccola enclave a stelle strisce tra lo smog e il traffico milanesi.

La bandiera sventolava alta nell’elegante edificio di fronte a noi, e sarà stato per via del militare con a tracolla un’enorme mitragliatrice ma a me sembrava di essere entrata dentro un film di Bruce Willis.

All’ingresso, un poliziotto chiede il nome, verifica l’appuntamento e comincia a fare entrare una persona alla volta nella prima stanza col metal detector.

Per primo verificano che il passeggino di Sofia non abbia tracce di esplosivo, e nel pensarlo sussurro a Doug che sarebbe il primo caso di baby kamikaze, ma subito dopo provo un paranoico senso di disagio.

Mi avranno sentito? Ascolteranno tutte le conversazioni nel raggio di cento metri?

Sono la prima ad entrare; mi fanno depositare nella cassetta di sicurezza i due cellulari, la crema per culetto di Sofia e le chiavi della macchina.

Si raccomandano di non indossare gli occhiali da sole una volta dentro agli uffici.

Povero Ray Charles, fosse vivo, non potrebbe entrare nel consolato del suo paese.

Se voglio portare con me la pompetta per l’asma, devo spruzzarla prima sulla mano così possono accertare che non contenga sostanze pericolose.

Devo pure bere l’acqua dentro il biberon di Sofia.

Mmm…buona…calda a temperatura ambiente!

Poi verificano se i giochi di Sofia siano sicuri e non contengano congegni metallici altrimenti dobbiamo lasciarli giù.

Con l’ascella già pezzata per lo stress consolare, inizio a temere che vadano a rintracciare i miei piccoli furti giovanili.

Finalmente superiamo tutti e tre il controllo e saliamo al settimo piano, passando di fianco ad un giovanissimo Marine, chiuso in un gabbiotto che ci saluta sorridendoci.

Nell’ ufficio c’è un po’ di tutto: turisti che hanno smarrito il passaporto, figli di immigrati che devono rinnovare qualche documento, studenti che richiedono il visto, figli di coppie miste.

Il console  ci fa alzare la mano destra e giurare di aver dichiarato il vero, senza la Bibbia però.

Il disbrigo delle formalità è veloce, la fiera delle assurdità anti terrorismo finita, ora possiamo rilassarci. 

La multa sul finestrino ci aspetta beffarda.

Milan, ma va da via i ciap!

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