Riciclo e creatività

L’altro giorno ho assistito dalla parrucchiera ad una tranquilla scenetta famigliare dove il figlio adolescente si lamentava con la madre del cellulare comprato da poco e già mal funzionante, era categorico doverne acquistare uno nuovo e più moderno.

Mi ha fatto pensare al concetto di riciclo.

Generalmente quando si sente questa parola, il pensiero va alla seccante pratica quotidiana della raccolta differenziata; in casa nostra siamo circondati da raccoglitori per carta, plastica, organico, e chi più ne ha più ne metta.

Tanto per incasinarci ulteriormente la vita abbiamo usato pannolini lavabili per entrambe le nostre figlie, perciò alle classiche tonnellate di lavaggio settimanali si aggiungono anche i pannolini puzzolenti lasciati in ammollo nel secchio. Al di là del conseguente aumento di lavoro, è la cosa giusta da fare, i pannolini usa e getta sono una delle maggiori fonti di inquinamento terrestre, smaltibili nella loro interezza solo dopo cinquecento anni ed inoltre il risparmio economico è notevole.

Quando in America si rompe una paio di scarpe, si buttano via, perché il calzolaio è un mestiere quasi del tutto scomparso; stesso discorso per i lavori di sartoria, è raro trovare chi sostituisca una cerniera, rammendi uno strappo o accorci dei pantaloni, figuriamoci realizzare un vestito o una camicia su misura.

Sarà che sono cresciuta in una famiglia dove gli acquisti si facevano alla fine del mese quando arrivava lo stipendio e se qualcosa rimaneva fuori si aspettava il mese successivo, sarà la tendenza a tributare un valore affettivo ad ogni piccolo oggetto ma invece di buttare preferisco riciclare.

Entrando a fatica nella cantina ammassata, la sponda a sbarre del letto di Julia continuava a richiamare la mia attenzione e non solo per il fatto d’essere di grande ingombro, sapevo che aveva un buon potenziale ma ancora non capivo come.

L’altro giorno l’ho agganciata alla parete della sala e l’ho usata per appendere le mie amate orchidee.

Se avete la consuetudine di imbottigliare il vino in damigiana, potete riciclare la damigiana vuota e farci una lampada, sempre se qualcuno in casa abbia voglia di fare un buco col trapano nel vetro per farci passare la corda.

Se poi pensate che un giorno riutilizzerete le conchiglie delle capesante allora vi dico, maybe. Diciamo che in dieci anni le riutilizzerete se va bene cinque volte. Molto meglio farne un ninnolo da tenere fuori in balcone, col vento creano un suono piacevole dal sapore marino.

E se non sono capesante, magari quelle conchiglie raccolte – forse là dove non si poteva nemmeno – in quel viaggio lontano nel tempo.

C’è un mondo di creatività dietro ogni cosa che al primo impulso vorremmo buttare via, si tratta di avere la capacità di vedere oltre.

C’è chi riciclando fa arte e con l’arte ci vive, e chi si diverte ad inventare per il gusto di farlo.

In ogni caso vale la pena provarci.


                                     

3 thoughts on “Riciclo e creatività

  1. Soncia

    che bello!!! corretto..mi piace l’arte del riciclo e credo che apprenderò il mestiere. Si ce la posso fare..e sai davvero quante cose abbiamo in casa..oramai “morte” e lasciate senza sepoltura? Brava te.. vulcanotto di idee che non sei altro!!!!
    Figa..la spondina del letto e le orchidee…

  2. E’ stupendo! Conservare ogni cosa per poi riciclarla. In casa mia nulla viene buttato senza passare sotto le mie mani. Riciclo tutto e mi diverto tanto! Ho aperto anche un blog sul Fai da te. Ho scoperto il significato della parola Tinkering e ne ho praticato l’arte in ogni sua forma, dai Giochi per bambini all’accurata pulizia del frigorifero.

    1. daniela

      Ciao Davide, mi chiamo Daniela avrei bisogno di un consiglio visto che sei un esperto: ho tante damigiane a disposizione mi dai un consiglio su come poterle reciclare (ne ho sia in vetro, e vetro ricoperto in vimini). Ti ringrazio anticipatamente.

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