Accettare le sconfitte

Questa mattina guardavo un’intervista rilasciata da Francesca Schiavone subito dopo aver perso la finale femminile del Roland Garros. Era andata vicinissima a replicare l’impresa dell’anno scorso, ma questa volta ha potuto solamente accarezzare il sogno di sollevare la coppa del vincitore. Eppure dalle sue parole non emergeva nessuna rabbia ma, oltre al merito riconosciuto alla sua avversaria, una serena accettazione della sconfitta in quanto elemento intrinseco della vita di un atleta.

Ci sono molti modi di perdere nella vita, alcune volte per demerito nostro,  altre per eccesso di ambizione, altre per troppa ingenuità, altre ancora per iniquità.

Dopo aver comprato un pezzo di terra al mare, il nostro sogno era costruire una casa abbastanza grande da aprire una Guest House.

Dopo tre anni di attesa, ieri pomeriggio, l’inconfondibile lettera gialla dell’Ufficio Tecnico del Comune, confermava ciò che già da tempo eravamo preparati a leggere.

Parere negativo alla costruzione.

I motivi, nel consueto burocratese arcaico, dettati da ragioni ormonali di una presunta commissione esterna.

Stranamente, qualche metro più in giù a fondovalle, una casa nuova di zecca è al momento in costruzione.  Può esserci una pertinenza col fatto che sia di proprietà della stessa persona che ha bocciato il nostro progetto?

Vostro Onore, qualche dubbio mi sorge.

Ma questo non è il punto del mio arzigogolio mentale.

Bisogna accettare, a volte non senza un enorme sforzo di umiltà, gli insuccessi che sfuggono al controllo di questa vita, spesso precaria.

Non è tanto importante accettare o meno una sconfitta, quanto trovarsi pronti a rialzarsi dal tappeto .

Si sente dire che nella vita ci vuole sempre un piano B.

In Italia, ci vuole anche quello C, D, E e F.

Se non avessimo già pensato ad alternativi piani di fuga, quella di ieri sarebbe stata una batosta da cui difficilmente ci si poteva rialzare.

Ma siccome piangendoci addosso non andavamo da nessuna parte, ora noi ci si butta dall’aeroplano.

Con qualche paracadute di scorta.

Destinazione?

Si va dritti nella bocca del lupo.

PS: Grazie, grande leonessa.

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