Omar, pensaci tu

Dicono che bisogna trarre beneficio anche dalle esperienze più spiacevoli, allora oggi, cercherò di mettere in atto questa filosofia di vita.

Era da giorni che dovevamo pagare una multa per divieto di sosta che, come in tutti i grandi comuni italiani, fioccano come neve sulle Alpi a Gennaio; ma da diversi giorni gli uffici postali della città sono in tilt a causa di problemi tecnici.

Questa mattina, sotto un diluvio torrenziale, esco di casa alle sette e tre quarti per dirigermi in posta ed essere così una delle prime in fila per pagare la contravvenzione.

Uno stuolo di vecchietti ansiosi di ritirare la pensione è già lì che aspetta ancor prima che l’ufficio abbia aperto le porte.

In ritardo di otto minuti, i funzionari delle poste aprono le porte automatiche, ma comunicano prontamente che i computer ancora non funzionano. Il pagamento della multa online sarebbe stato possibile, SE qualcuno dei funzionari si fosse degnato di comunicarcelo…

Chiamo i vigili urbani e chiedo se ci sono altri sportelli che accettano il pagamento. Mi dicono che ce n’é uno all’interno del comune; con molto poco entusiasmo ci mettiamo alla guida, io, Doug e Sofia per raggiungere il modernissimo centro servizi del comune.

Grandioso, nessuno in fila. Sembra che la ragazza stia aspettando proprio noi tre.

“Buongiorno, dobbiamo pagare una multa”.

“Mmh…, che multa? “

“……”

“…Ho un problema molto grosso alla stampante”.

Vede sulla mia faccia che non c’è margine di trattativa, allora prende in mano il telefono e chiama una collega.

Il problema si scopre essere quello di cambiare il toner nella stampante.

Beh, mi pare piuttosto risolvibile.

La telefonata è densa di pathos, sembra di vedere Meredith Gray che effettua online un’operazione a cuore aperto sul petto della stampante laser.

La ragazza si mette di buona lena, ma il toner non entra. Aggiungerei perché il modello è diverso dal precedente ma lo tengo per me, anche altri hanno notato l’errore ma nessuno mostra simpatia per l’impiegata.

Niente da fare. Reinstalla il vecchio toner e va a lavarsi le mani perché sono sporche di inchiostro.

Durata pulizia mani: sette minuti.

Ritorna e inizia di nuovo a smacchinare con la stampante.

Qualcuno suggerisce che dovrebbe togliere il vecchio toner, scuoterlo energicamente e rimontarlo, sembra anche a me una buon’idea ma lei è contraria perché si sporcherebbe nuovamente le mani.

Eh no – penso io – altri sette minuti per tornare a lavarsele e se poi le scappasse anche la cacca? Mi sta in bagno mezz’ora, è il tipo che fa anche il bidet.

Qualcuno da dietro con una tolleranza limitata sbuffa arrabbiato allora lei sbotta e grida: “Io sono laureata in giurisprudenza, non so fare queste cose”.

La ragazza è frustrata, ma che me ne frega, non lo sapevi che in Italia i laureati non trovano lavoro? Mica è un fatto nuovo.

Finalmente decide di farci pagare con una ricevuta provvisoria.

E qui, carissimi lettori, la ciliegina sulla torta.

“Io però vedo che l’importo è raddoppiato”.

“Come…quando scadeva?”

“Il sei giugno”.

Ieri.

Se gli uffici della posta avessero funzionato….se mi avessero detto di pagarla comodamente da casa col computer….se gli italiani si stancassero di essere fottuti da uno stato che non funziona…..

Con i se e con i ma la storia non si fa.

Ecco cosa ci vorrebbe.

Il vecchio Bin, (Ladin, n.d.r.) è uscito di scena, dunque ci vuole, che ne so… il mullah Omar, che inneggiando alla guerra santa, colpisca per sbaglio il sistema operativo centrale del Governo Italiano.

Niente morti si intende, solo macchinari.

Sistemi operativi distrutti, rasi al suolo. Una nuova rete tecnologica che includa, poste, banche, uffici pubblici, completamente rinnovata e funzionante a connessione fulminea.

Ma con quell’occhio solo mi sa che al limite può scappare un’altra volta in moto attraverso il deserto afgano e noi invece continueremo a pagare le multe raddoppiate lamentandoci che in questo paese niente va.

Leave a Comment