L’importanza della disciplina

Ci sono tante mamme che vivono nella falsa convinzione che i loro figli siano piccoli angeli e che tutto ciò che li riguardi sia circondato da un’aurea di mistica perfezione.

Parlano della santa cacca del loro bambino – che in realtà puzza più di quella di un grande – , fingono di non fiutare quando il piccolo molla una puzzolente scorreggia ed evangelizzano su come i bambini siano tutti buoni.

Essere bambini non equivale ad essere candidi di spirito sempre e comunque, che lo si voglia o no – ed accettarlo indebolisce il nostro senso di potere – i nostri figli hanno già caratteri ben sviluppati.

Vedo bambine di quattro anni emarginare con studiata perfidia un’amichetta per i più futili motivi, bambini picchiare subdolamente il loro amichetto e poi ridacchiare soddisfatti, vedo crudeli ingiustizie su piccola scala.

Ma questo fa parte del processo di crescita, quel che non è normale, è voltare lo sguardo quando il prepotente è nostro figlio e far finta che non sia successo nulla; che quelle sgradevoli  espressioni da bullo, che ci facevano soffrire quando eravamo noi i bambini, appaiano proprio sulla faccia del nostro innocente angelo.

C’è in Italia un codice non scritto che tende a condannare chi educa in modo troppo rigido i propri figli, c’è un nuovo perbenismo che vuol fare credere che coerenza e severità siano anacronistiche e spesso sbagliate e che i no, vadano pronunciati il meno possibile soprattutto in pubblico poiché non sta bene.

Il risultato è scontato e sotto gli occhi di tutti.

Figli indisciplinati che scorrazzano nei parchi e luoghi di ritrovo, urla isteriche dopo un fiacco rifiuto da parte del genitore – a cui naturalmente non fa seguito nessun provvedimento esecutivo e quasi sempre viene poi ignorato dal figlio -, genitori incapaci di esercitare un ruolo di comando.

Più i genitori sono attempati e più i figli vengono cresciuti con remissiva permissività, che non vuol dire essere più buoni di altri genitori, (qualsiasi madre sa quanto costi applicare alle volte il pugno di ferro), ma solamente genitori più pigri.

La coerenza nell’educazione è un’attitudine che deve essere applicata ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette, e costa fatica.

Tremenda fatica.

Sarebbe infinitamente più semplice dire sempre di sì, e sbarazzarsi del fastidioso lavoro di insegnare.

Omettendo però lo snervante compito di guidare i propri figli, le conseguenze sono disastrose. Figli capricciosi e viziati che nessun genitore vuole invitare alle feste di compleanno, insopportabili marmocchi che crescono con l’idea che tutto gli sia dovuto.

Crescerli con amore e dedizione, darà a genitori e figli, il sostegno e la forza di accettare con serenità le naturali negazioni.

Abbracciateli e baciateli senza limiti, e vedrete che non sarà un no in più a farvi amare di meno.

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