Stefano Paolo

Quando arriva lui c’e’ sempre qualche attivita’ fuori dall’ordinario da fare, mio cognato e’ uno dei tanti americani che ama l’avventura e gli sport estremi, anche se da quando ha dei figli si e’ dovuto dare una calmata. Nonostante l’abbassamento dei suoi standard abituali, per un’italiana fifona cresciuta tra il cemento i suoi passatempi rimangono comunque in stile Patrick de Gayardon.

Il primo anno che l’ho conosciuto, ci ha portato a campeggiare in un remoto angolo del Grand Teton, un parco in Wyoming nel west degli Stati Uniti. Mi spiego meglio…  Dormivamo in una tendina fuori da qualsiasi percorso battuto, in compagnia di grizzly e altri animali che in Europa o non ci sono mai stati o ce li siamo mangiati da diverse centinaia di anni. Mi erano state impartite basiche nozioni di sopravvivenza del tipo se incontri un orso fai piu’ rumore possibile e fagli credere di essere tu il piu’ forte, oppure su come scegliere il posto migliore per mangiare (roba tutta disidratata perche’  pesa meno nello zaino) in modo che l’orso non ne senta l’odore o come andare in bagno munita di pala. Insomma, fantascienza.

L’anno dopo e’ venuto a trovarci per Natale e ha imbarcato in aereo tutta l’attrezzatura per scalare sul ghiaccio, (io non so nemmeno sciare). Quell’anno avevamo affittato una baita sperduta nelle alpi Valdostane, sotto il Dente del Gigante, un rifugio spartano con una stufetta a legna completamente immersa nella neve a mezz’ora di cammino dalle prime case. E quell’anno mi e’ toccato arrampicarmi sulle cascate di Lillaz vestita con elmetto, picconi e ramponi, non saro’ stata bella da vedere ma in cima ci sono arrivata!

Un altro anno abbiamo camminato per chilometri sui monti del Yosemite National Park, mentre era in corso un incendio nei boschi li’ intorno, e abbiamo campeggiato, sempre in compagnia dei miei amici orsi, in un altro posto dimenticato da Dio. Io continuavo a chiedere se avremmo incontrato qualche altro campeggiatore, se c’era che ne so un baracchino che vendeva acqua e gelati… ma niente. E’ stato l’anno che Doug, arrivati nel nostro spiazzo, ha messo un piede su un nido d’api ed io, in preda ad allucinazioni da disidratazione, pensavo che stesse scappando da un’orso (cosa che non bisogna MAI fare!!) e invece stava scappando dalle api e si buttava nel lago per nascondersi.

Pensavo di aver esaurito le cartucce di folli attivita’, ma quest’anno a trentacinque anni suonati, mi sono ritrovata su una mountan bike da mille e duecento dollari, senza avere la vaga idea di come usare le marce, a pedalare nei boschi su sentieri pieni di tronchi d’albero, muschio e felci. Concentrata su ogni pedalata onde evitare di spaccarmi l’osso del collo, mi sono sentita molto “Brumotta” e sono tornata a casa col fiatone, ma contenta. Ci voleva lui, per far mettere il mio culo pesante su una bici del genere.

Qualche giorno fa leggevo sul libro di un famoso giornalista italiano che ‘il coraggio e’ il superamento della paura’.

Nel fare queste attivita’ io avevo una paura cane, un po’ lo mostravo un po’  cercavo di tenere duro, ma alla fine sono riuscita a farle. Avere qualcuno che ti spinge, a volte senza darti troppa scelta, ad andare un po’ oltre, ti da’ l’opportunita’ di metterti in discussione e superare il giudizio del giudice piu’ inclemente.

Te stesso.

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