Asilo impatto zero

Uno degli aspetti migliori di non vivere in una città borghese dalle pretese glamour, con mamme fashion e figli con completini firmati dai prezzi folli, è che la gente è meravigliosamente normale.

Le madri di un piccolo paese ligure sono donne che non portano i figli a scuola a bordo del loro Suv da ottantamila Euro ma a piedi con cane al seguito, sono donne che non vanno tutte le settimane dall’estetista ma hanno mollettoni per fermare i capelli e le doppie punte abbondano nei capelli imbionditi dal sole.

Nel piccolo paese ligure, la prima settimana d’asilo si è già conosciuta la vigilessa che ferma il traffico per far attraversare i bambini, tutte le maestre in servizio e le bidelle prosperose dall’abbronzatura perfetta.

Al mattino, le canzoncine in stile Zecchino D’Oro invadono il salone dove qualche maestra balla con un paio di bambini invece di fermare i genitori avidi di notizie e spiegare loro il progetto didattico del nuovo anno.

Nel piccolo paese ligure, andare all’asilo è un atto fisiologico, le mamme ansiose non bloccano all’uscita le maestre per sollecitare i dettagli comportamentali del pargolo; anzi, le maestre non le vedono proprio perché i bambini vengono consegnati ai genitori dalle stesse bidelle dagli abiti succinti.

All’uscita, i bambini si fermano nel cortile della scuola per giocare con un sacco di giochi nuovi, trattori, cavallini e arrampicamenti vari, c’è molta focaccia che passa di mano in mano e la vigilessa di prima torna per dirigere nuovamente il traffico.

In Italia sempre più gente crede che ciò che è privato sia meglio, e che le strutture statali manchino di risorse e professionalità.

Nel piccolo paese ligure, l’asilo di Julia è statale, noi genitori non abbiamo versato nemmeno un Euro per mandare i nostri bimbi alla Scuola dell’Infanzia e lo scuola bus è compreso nel prezzo. Le maestre sono sempre sorridenti come in qualsiasi asilo privato dalla retta salatissima e la selezione dei giochi non ha niente da invidiare a nessuno.

Julia ha finito la prima settimana nel nuovo asilo statale e non l’ho mai vista piangere.

Lasciata in mani sconosciute ma rassicuranti, l’abbiamo ritrovata allegra e serena.

E oggi pomeriggio, tutti al mare.

 

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