Trasloco parte II

Qualsiasi psicologo vi dirà che tentare di avere tutto sotto controllo è dannoso e irrealistico. Eppure liberarsi dal vizietto di voler avere ogni cosa in ordine e sperare che tutto vada secondo i piani, è pratica dura da scrollarsi di dosso.

Nella mia testa, una volta entrata nella nuova casa avevo finito con il trasloco; in realtà tutti i mobili dovevano ancora arrivare in quel di Liguria.

Ieri, a bordo di un Ducato Maxi, guidato dal fido amico “inadatto alla vita militare”, abbiamo impacchettato la  nostra casetta in quattro metri per due e la solita Multipla imballata come non mai, e siamo partiti sotto una pioggia da far paura alla volta della Cisa.

Tutto procedeva secondo i piani, e la mia smania di controllo si beava. Poi la pioggia è arrivata anche qui, e i lavoratori inzuppati – io mi ero autodelegata al ruolo di cuoca – annaspavano su e giù dai micidiali scalini. Subito dopo pranzo la tabella di marcia ha subito un inaspettato rallentamento; nel mettere a letto Sofia, il Lamb dalle orecchie sudice era scomparso di scena. Dopo una sommaria ricerca, la situazione si è fatta più drammatica: Sofia sull’orlo di una crisi isterica, chiamando a ripetizione il suo amor perduto: “Memy, memy!”. Dopo trenta minuti di ricerca estenuante, schiacciato da una pila di quadri e cornici, emergeva il caro agnellino puzzolente, e nella casa è tornata la gioia.

Il lavoro è ripreso, ma i lavoratori erano provati dalla strenua ricerca.

Quando tutto sembrava andare per il meglio, qualcosa è entrato nella mia maglia.

Io non amo le api, non mangio il miele e in generale non me ne frega nulla se sono un elemento indispensabile per la riproduzione di fiori, piante e frutti. L’avevo vista mentre sistemavo le mie collane e ho seguito quello che mi ripete pedantemente mio marito e cioè di ignorarla che tanto loro non hanno nessun interesse ad attaccarci.

L’unica cosa che so, è che dopo qualche secondo ho sentito una pizzico fortissimo nella schiena, poi nel petto e in trenta secondi stavo urlando come se mi avessero cosparso di benzina.

Siccome non avevamo ghiaccioli già fatti, per una buona ora ho vagato tra gli scatoloni con due hamburger surgelati e lo sguardo incarognito.

Avere il pieno controllo sui fatti della vita può sembrare rassicurante, ma avere la presunzione che tutto andrà secondo i piani è nocivo e frustrante perché quel che succederà fra cinque minuti, dieci o tre giorni non ci è dato di sapere.

Tanto vale lasciarsi cullare dal rollio degli eventi, e sperare di non essere mai punti da un’ape bastarda.

One thought on “Trasloco parte II

  1. billa

    ti sono vicino perchè non sai come ti capisco! vengo dal terzo trasloco in pochi mesi e non ho ancora finito…. forza e coraggio sempre!!!
    non vedo l’ora di ritrovarti possibilmente senza scatole tra le scatole…!!!!!!!!!!

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