Viver sani e belli

Ci aveva già provato Rosanna Lambertucci negli anni ottanta a insegnarci come vivere più sani e più belli, erano gli anni in cui Jane Fonda entrava nelle case delle americane con l’aerobica professando uno stile di vita migliore grazie alla ginnastica.

Tuttora, con imput ancora più drastici, la televisione martella a più riprese sui soliti concetti triti e ritriti e le fantascientifiche diete dell’ultima ora, che più che attendibili mi ricordano il film cult dei ciccioni indefessi ‘Sette chili in sette giorni’.

Nove dottori su dieci, dal diabetologo al cardiologo, dal fisiatra al callista, nel momento in cui avrete finito di esporre i vostri malanni, vi illustreranno con tono professorale che un po’ di stress si sconfigge con una dieta equilibrata, trenta minuti al giorno di attività fisica, niente alcool e fumo.

Dieta sana e movimento sono i nuovi mantra degli anni duemila.

Qualunque imbecille saprà dirvi la differenza tra dieta a zona e dieta ipocalorica, tra pilates e spinning, tra carboidrati e proteine.

Come tutte le borderline, o falsa magra come mi definivano le commesse, non ho mai dovuto lottare con troppi chili in eccesso da smaltire per la fatale prova costume e vivendo in pianura non c’erano montagne da scalare né acque da nuotare.

Quello che la gente di città fa, più o meno in tutto il mondo, è andare in palestra tre volte alla settimana, stanchi dalle otto ore in ufficio, frustrati dal salario mal pagato, e adempiere al proprio dovere di buon discepolo del viver sani e belli. Che il più delle volte si traduce in più incazzati.

Su molte persone però (vedi la sottoscritta), più il messaggio è bombardante e meno sortisce l’effetto desiderato.

Niente alcool per le donne sopra i trenta? Due bicchieri a pasto, grazie.

Glutei sodi come JLo? Digestione sul divano, grazie.

A pranzo, un’insalata e una bistecca di pollo ai ferri? Torta fritta e salume, grazie.

Il problema non è voler dissentire ad ogni costo ma rivendicare il diritto di scelta, per contrastare i dogmi propinati dall’alto, anche se partono da precetti buoni e giusti.

E’ un po’ quando si va a scuola, tutti riconoscono che l’istruzione sia fondamentale per la propria vita adulta, ma in quei lunghi e tediosi anni, non te ne può fregare un’emerita cippa di sapere chi era Mazzini, dove si trova il fiume Mekong o come si dice supercalifragilisti in tedesco.

Tuttavia, qualche volta succedono cose in-cre-di-bi-li.

Succede che anche l’ultima delle atlete, la guru della filosofia Vivere bene con Lambrusco e salame, faccia la conoscenza dei benefici della vita in movimento e se ne innamori.

Non per merito di una Rosanna Lambertucci qualsiasi, o di un giornalista su Medicina33 ma semplicemente perché per andare in paese bisogna montare sulla bicicletta, perché la casa è su due piani, perché il giardino è disposto su tre piani di terrazzamenti, e perché muovere il corpo, senza quel martellante desiderio di voler finire il più presto possibile, è rigenerante.

Ci voleva la Liguria a far muovere il mio fiacco culo padano, e alla fine, come tutti i ripetenti, anch’io sono stata promossa a nuova vita: più sana, più bella! 

 

One thought on “Viver sani e belli

  1. Cate

    Porca vacca!!!! Sei partita e non ci siamo nemmeno salutate…. Ma ogni tanto ritorni? Oppure mi dai l’indirizzo e ti raggiungo in un fine settimana… Intanto ti abbraccio fortissimo e complimenti per il trasferimento, sono sicura che la qualità della vita ne trarrà giovamento!
    Cate

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