Ricostruire

A una settimana dall’alluvione che ha distrutto due delle Cinque Terre e portato via numerose vittime, è l’ora della ricostruzione.

Per citare quello che ha detto il nostro padrone di casa, con lacrime agli occhi ma con in mano neanche una pala per spalare il fango di casa sua,: “ Questo è il momento più bello, dove la gente tira fuori il meglio di sé e si aiuta a vicenda”.

Fortunatamente non tutti sono come il nostro padrone di casa, qui la gente si è veramente sorretta a vicenda; e gli aiuti alle vittime sono arrivati fin da subito da parte della collettività ancora ammutolita.

Oltre al momento di ricostruire, questo è anche il momento di reagire, sebbene trovare la forza sia forse il compito più difficile quando si perdono i più basilari riferimenti.

Gli eventi traumatici che accadono nella vita delle persone, spesso lasciano un senso di impotenza, vuoto e soprattutto la paura che possa succedere di nuovo, paura di non saper gestire l’evenienza, paura di quello che dirà la gente…

L’ansia imbavaglia la vita delle persone e più gli anni aumentano meno si tende a superare certi timori che dieci anni prima neppure esistevano e anzi, se ne creano sempre di nuovi.

Qualche tempo fa commentavano alla radio alcune imprese epiche compiute da sportivi e parlavano di come certi campioni siano modelli da seguire; nonostante gli infortuni, le fragilità, le aspettative della gente, molti di questi atleti si rialzano e ottengono risultati straordinari.

Non bisogna andare tanto lontano per trovare le imprese epiche.

Epico è anche guardare in faccia i propri demoni e affrontarli giorno dopo giorno; sconfiggere i propri fantasmi richiede tempo e tenacia perché ogni tanto tornano a bussare alla nostra porta, non solo sotto forma di un’alluvione inaspettata ma nascosti dietro alle azioni più semplici della vita di tutti i giorni.

Io come tutti, ho centinaia di demoni che picchiano alla mia porta.

Per mesi, ho evitato di guidare in autostrada trovando scuse strampalate soprattutto a me stessa, e quando finalmente ho preso – come si suol dire – il toro per le corna, ho inserito la prima marcia, poi la seconda e infine la quinta.

E ho scoperto che il fantasma non c’era, esisteva solo dentro la mia testa.

Reagire per costruire e andare avanti, sia ad un disastro, a una brutta esperienza o ai demoni quotidiani, è un compito a cui siamo chiamati tutti se vogliamo vivere in salute godendo pienamente ogni giorno di questa straordinaria avventura che è la vita.

One thought on “Ricostruire

  1. brava erica, come sempre!un abbraccio a tutti voi! Elisa

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